Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, I Timoteo 1:15
- SIGNIFICATO: La dottrina della redenzione rappresenta il cuore della fede cristiana. Il termine redenzione significa essere o essere resi una sola cosa per mezzo di un riscatto. Il peccato dell’uomo ha creato una separazione ampia e profonda che l’uomo non può superare, ma Dio, pagando un prezzo altissimo, intervenne personalmente e, mediante suo Figlio Gesù Cristo, fornì una via per ristabilire l’unità.In questo modo è Dio che mette in atto la redenzione o riconciliazione. Per questo l’apostolo Paolo scrive che Iddio riconciliava con se il mondo in Cristo 2 Corinzi 5:18-19. Mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del suo Figlio Gesù. Romani 5:10-11
Il riscatto non fu un pensiero a posteriori di Dio, la caduta dell’uomo non lo prese alla sprovvista costringendolo a trovare alla svelta un rimedio. Prima della creazione del mondo, Colui che conosce la fine dal principio aveva provveduto per la redenzione dell’uomo. Come la macchina è concepita dalla mente dell’inventore prima che sia fabbricata, così il riscatto era nella mente e nel proponimento di Dio prima che l’uomo peccasse 1 Pietro 1:19-20, Tito 1:2; Efesini 1:4; Atti 2:23.
- IL METODO: Fin dal principio Dio ordinò un’istituzione che avrebbe dovuto essere l’ombra del Sacrificio perfetto e divenire anche un mezzo di grazia per l’uomo peccatore e per il credente, ci stiamo riferendo ai sacrifici degli animali. La prima menzione dell’uccisione degli animali la troviamo al cap. 3 della Genesi. Dopo il loro peccato i nostri progenitori ebbero coscienza della loro nudità fisica. I loro sforzi per coprirsi esternamente con delle foglie, ed interiormente con delle scuse, furono vani. Poi leggiamo che il Signore Iddio prese la pelle di animali e li coprì. Già in questo episodio abbiamo una prima indicazione sulla redenzione.
Dopo la caduta dell’uomo, Dio stesso ordinò per mezzo della legge mosaica il sacrificio degli animali in vista del vero sacrificio in Cristo Gesù. Quel tipo di sacrificio come viene stabilito in Esodo 30:10; Levitico 16:34 era un mezzo dato momentaneamente al popolo per avere comunione con lui Levitico 4:26. Infatti la scrittura dice che quei sacrifici non possono togliere il peccato Ebrei 9:1-10; 10:1-4,11, questo significa che la coscienza e il cuore dell’uomo non realizzava la piena libertà dalla colpa del peccato.
Prima dell’opera espiatrice di Cristo gli uomini venivano giustificati per la fede nel sacrificio perfetto di Cristo, in vista di quel sacrificio. Abraamo fu giustificato per fede cap. 4 dei Romani dice che Abraamo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia Matteo 8:11; Luca 16:22.
La via che Dio scelse fin dal principio per attuare la riconciliazione del mondo fu la morte di Cristo Gesù. Romani 5:10 Siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del suo Figlio. La morte di Cristo ci garantisce la riconciliazione con Dio, è la parte primaria e centrale del Vangelo, la buona novella. Con la sua morte Cristo si identificò con tutta l’umanità peccatrice. Paolo scrive: Colui che non ha conosciuto peccato, Egli lo ha fatto essere peccato per noi, affinchè noi diventassimo giustizia in Lui 2 Corinzi 5:21; 1 Corinzi 15:3; Giovanni 1:29; Apocalisse 5:12.
Inoltre Cristo ci ha riscattato dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi Galati 3:13-14. Tutto questo fu fatto da Cristo in modo volontario, frutto del suo amore per l’uomo peccatore. Gesù per mezzo della sua incarnazione divenne simile agli uomini in ogni cosa, partecipò alle loro difficoltà, tentazioni e sofferenze, condividendo la loro profonda necessità.
In Isaia leggiamo “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace è stato su di lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione. Tutta l’ira e la condanna del peccato cadde su Cristo Gesù. Dio ha fatto tutto questo perché potessimo essere salvati.
La morte di Cristo implica sia l’espiazione della colpa del peccato, sia il pagamento del castigo. Il sangue di Cristo fornisce purificazione, elimina la colpa Ebrei 2:7, 1 Giovanni 2:2; 4:10. Gesù ha preso su di se tutti i nostri peccati cancellandoli completamente davanti alla presenza di Dio Romani 8:1-4; I Timoteo 2:5-6.
Il credente nato di nuovo realizza per mezzo del sangue di Cristo la libertà dalla schiavitù del peccato e dal potere del Diavolo Luca 4:18; Colossesi 1:13-14; Ebrei 2:14-15, rendendolo capace di camminare in novità di vita sotto la guida dello Spirito Santo.
Cristo è morto affinchè noi non perissimo, ma avessimo la vita eterna Giovanni 3:14-16; Romani 6:23. Il credente vive questa vita con la certezza della vita futura in comunione perfetta con il suo redentore. Infine la croce genera nella vita del credente la vittoria sul nemico e sulla morte in quanto Cristo ha vinto per noi Luca 10:17-20; Colossesi 2:15.
LA CHIAMATA: Lo scopo della venuta di Cristo nel mondo era per salvarci “ Oggi, nella città di Davide, è nato un Salvatore, che è Cristo, il Signore Luca 2:11. Come abbiamo visto in precedenza l’opera della redenzione è stata compiuta da Cristo prima della fondazione del mondo e volontariamente. Tutta via sarebbe sbagliato pensare che l’opera della riconciliazione è efficace senza la nostra partecipazione. Dio ha fatto tutto quello che doveva fare ma noi dobbiamo credere e accettare la salvezza, altrimenti rimaniamo nei nostri peccati.
LA CHIAMATA GENERALE ALLA SALVEZZA:
La chiamata alla salvezza è estesa a tutti gli uomini come si evince dalla scrittura, a tal proposito ne vogliamo riportare solo alcuni Matteo 22:1-14; Atti 4:12; I Timoteo 4:2.
Di conseguenza la chiamata di Dio non implica sempre una risposta affermativa, perché la responsabilità finale è dell’uomo che sceglie volontariamente di ricevere la salvezza per mezzo della chiamata o rifiutare.
Coloro che per fede rispondono alla chiamata in Cristo realizzano quello che Dio ha predestinato fin dalla fondazione del mondo, cioè la salvezza per mezzo del Sacrificio di Cristo. Dio ha decretato che la salvezza avvenisse per mezzo di Cristo, in questo egli ci ha predestinati, non che abbia già fatto una separazione tra chi è salvato e chi è condannato. II Timoteo 1:9-11; Romani 8:28-30; Efesini 3:11; Efesini 1:9-10.
La preconoscenza di Dio non è da confondere con la predestinazione a cui si rifanno i Calvinisti. Dio ha attuato il suo piano di salvezza fin dall’eternità e conosce coloro che si accostano con fede a questo suo proposito, ma non esclude nessuno. L’elezione cioè i chiamati in Cristo dipende dalla fede, come abbiamo visto in precedenza “molti sono i chiamati ma pochi gli eletti”. Non è vero che siamo in grado di credere perché siamo eletti come sostiene il calvinismo, noi siamo eletti in base alla fede in Cristo grazie alla sua chiamata universale.
Per concludere questa parte sulla chiamata possiamo affermare che l’uomo ha la libera scelta di credere e quindi entrare a far parte del piano della salvezza in Cristo Gesù o rifiutare. Romani 9:30-33; Giovanni 3:16-21.

