Trasmissione dell’antico testamento

Per una corretta ed approfondita comprensione della trasmissione del testo biblico abbiamo bisogno di spiegare in modo sintetico una disciplina che negli ultimi anni ha contribuito in modo positivo per la traduzione delle bibbie in diverse lingue.

La disciplina che tratteremo è la critica testuale. Il lavoro di un critico testuale è molto simile a quello di un poliziotto alla ricerca di indizi, nel nostro caso, sulle origini un testo.  Lo scopo principale della critica testuale è ricercare il testo che più si avvicina agli originali detti anche autografo, che purtroppo non sono stati rinvenuti fino ad ora.

Quando si parla di testi più vicini agli originali non si parla solo del tempo, ma anche della qualità di un testo, nella grammatica e nella forma. Essa valuta anche gli errori che i copisti abbiano potuto commettere consapevolmente o inconsapevolmente, dato che gli originali a nostra disposizione sono delle copie di originali.

Grazie a questa disciplina le nostre traduzioni sono qualitativamente migliorate, perché il testo base è il frutto di un accurato studio sui numerosi manoscritti ritrovati. La Bibbia Hebraica Stuttgartensia la più recente edizione critica completa della bibbia ebraica non presenta alcune varianti significative.
Risultati immagini per codice leningradoRisultati immagini per rotolo di isaia qumran
Codex Vaticanus

TESTO DI LENINGRADO            SCOPERTE DI QUMRAN           I CODICI DEL V SEC. D.C.

Risultati immagini per bibbia ebraica stuttgartensia

                                                            BIBBIA EBRAICA

BREVE STORIA DEL TESTO TRASCRITTO DELL’ANTICO TESTAMENTO

Quando abbiamo tra le mani il testo moderno dell’A.T. è difficile immaginare tutte le vite e i talenti, che per più di duemila anni si sono dedicati alla sua preparazione. Un’alta considerazione delle scritture, cura per i dettagli e previdenza nell’agire hanno preservato nei millenni un testo attendibile, confermato recentemente da alcuni dei rotoli del Mar Morto.

Fino alla scoperta dei rotoli del Mar Morto, i più antichi manoscritti ebraici esistenti dell’A.T. risalivano al IX sec. d.c. le cose cambiarono radicalmente nel 1947, con la scoperta dei manoscritti nelle grotte dell’area di Qumran. Provenienti da tali grotte, abbiamo oggi come 600/800 manoscritti databili tra il III sec. a.c. e il I sec. d.c. in vari gradi di conservazione. 

Questa scoperta ha dato prova di come il testo ebraico T.M. utilizzato per le nostre traduzioni sia stato preservato e tramandato in modo corretto. Il confronto dei manoscritti di Qumran con il T.M. non presentano varianti significanti, questo vuol dire che a distanza di 1000 anni il testo non è stato alterato.

Inoltre la scoperta di Qumran ci dimostra che esisteva un testo ebraico pre-masoretico, utilizzato dal popolo ebraico, ma che purtroppo non abbiamo in nostro possesso.

LA VERSIONE DEI SETTANTA: Prima della scoperta dei rotoli del Mar Morto, era ragionevole usare la LXX come testimonianza primaria del testo dell’A.T. questo perché la settanta era più antica di del testo masoretico. Oggi è tenuta comunque in considerazione dagli studiosi come manoscritto in lingua greca II sec. d.c. circa.

L’ESAPLA DI ORIGENE: I dibattiti tra cristiani ed ebrei costrinsero Origene padre e studioso della chiesa primitiva intorno al II sec. d.c. a compilare uno dei primi e più importanti esempi della critica testuale dell’A.T. Il testo distribuito su sei colonne consente di osservare il testo ebraico con le varie traduzioni greche di quel tempo. Anche questo monumentale lavoro ci da prova di un testo pre-masoretico.

LA VULGATA DI GIROLAMO: Tra il 390 e il 405 d.c. circa Girolamo tradusse l’A.T. in latino, usando come base il testo ebraico. Questo studioso comprese la difficoltà della traduzione tanto da affermare: Traduzione… è un’arte difficile, quasi impossibile da padroneggiare. Le lingue cambiano molto nell’ordine delle parole, nell’uso delle metafore e delle espressioni locali. Questo spiega in parte la necessità di rivedere le traduzioni in nostro possesso dai testi originali. (Nuove edizioni).

I MASORETI: All’epoca dei masoreti VI-XII sec. d.c. si registra una sorta di critica testuale, sia nella scelta dei manoscritti che nelle annotazioni superiori e ai margini del testo ebraico, volte ad una maggiore comprensione del testo originale.Due famiglie di scribi di Tiberiade in Palestina furono oggetto della trasmissione del testo ebraico, alla fine prevalse la famiglia Ben Aser, da questa provengono due dei più antichi manoscritti esistenti del testo masoretico.

LE BIBBIE EBRAICHE A STAMPA: Poco dopo l’invenzione della stampa venne pubblicata nel 1477, a Bologna un edizione del testo ebraico e dei salmi. Nel 1517 a Venezia, Daniel Bomberg pubblica la prima Bibbia Rabbinica con alcuni commenti ebraici. Queste bibbie seguivano già al loro tempo quella che oggi noi chiamiamo critica testuale.

LE MODERNE BIBBIE EBRAICHE: L’odierna bibbia ebraica è chiamata testo masoretico T.M. in virtù del fatto che fu conservata dai masoreti. Il testo masoretico è un insieme di manoscritti in lingua ebraica strettamente legati tra di loro, il cui nome deriva dall’apparato ad essi collegato, denominato “masora”.

L’attuale testo ebraico si propone lo scopo di assicurare un’accurata trasmissione e traduzione del testo biblico. Il Testo è stato copiato e ricopiato in modo accurato e meticoloso curandone ogni particolare. Proprio questa sacralità per il testo biblico ha permesso che nei secoli il T.M. fosse tramandato senza alterazioni.

RELATORE Bruno Graziano.

NOTA: Ho ritenuto importante specificare il nome del relatore degli studi riportati in questa dispensa, non per avere un riconoscimento o una gratificazione personale, ma solo perché mi assumo la piena responsabilità di quello che ho scritto. Solo a Dio vada la Gloria in eterno.