Formazione antico testamento

⦁ INTRODUZIONE:
La Sacra Bibbia è un insieme di libri, 39 dell’antico testamento e 27 del nuovo testamento, per un totale di 66 libri. Alcune traduzioni ne contengono 7 in più, detti apocrifi o deuterocanonici (CEI Versione della Bibbia Cattolica Romana).

L’autore della Bibbia è Dio, che per mezzo dello Spirito Santo ha ispirato la sua Rivelazione agli scrittori “circa 40”, i quali con sottomissione ed umiltà, hanno contribuito alla stesura del testo.

L’arco di tempo che intercorre dalla stesura del Pentateuco, primi 5 libri scritti da Mosè, fino a Malachia l’ultimo libro del A.T. è circa 1500 anni. La maggior parte dei libri della Bibbia sono stati scritti in lingua ebraica, solo alcune citazioni in lingua aramaica. L’ebraico si scrive da destra a sinistra, originariamente mediante l’uso delle sole consonanti.

Il testo masoretico è la versione ebraica della Bibbia ufficialmente in uso fra gli ebrei. Viene spesso utilizzata come base per traduzioni dell’Antico Testamento da parte dei cristiani.

I ventiquattro libri veterotestamentari (del vecchio testamento) della Bibbia ebraica o delle traduzioni dall’ebraico sono disposti nel modo seguente:
I. La legge (Tôrāh) Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio II. I profeti (Nevî´îm) 1. Profeti anteriori (libri storici) Giosuè Giudici Samuele 1 e 2 Re 2. Profeti posteriori (libri profetici) Isaia Geremia Ezechiele Il libro dei Dodici (profeti minori) (Da Osea a Malachia) III. Gli Scritti (Ketûvîm) Salmi Giobbe Proverbi Rut Cantico dei cantici Ecclesiaste Lamentazioni Ester Daniele Esdra – Neemia Cronache.

Le traduzioni cristiane della Bibbia ebraica hanno suddiviso gli stessi libri ma in modo singolare, con questo metodo di classificazione si contano 39 libri; Es: I-II Re nella Bibbia ebraica si compone di un unico libro, mentre nella Bibbia cristiana sono due libri separati, questo è il motivo per il quale la Bibbia cristiana possiede 39 libri e non 24.
Il titolo dei libri della Bibbia ebraica è dato dalla prima parola del libro sacro. La traduzione greca LXX detta anche dei Settanta inizia a designare i libri sacri con nomi propri tramandati sino a noi, come Genesi, Esodo, Levitico ecc…
⦁ L’ORIGINE DELLA PAROLA BIBBIA:
L’Eterno disse a Mosè: Scrivi questo fatto in un libro, perché se ne conservi il ricordo Esodo 17:14. Nel II millennio, i Fenici erano maestri nel commercio marittimo. Le loro imbarcazioni solcavano il Mediterraneo e in particolare i porti egiziani. La terra dei faraoni era stata culla di una importante scoperta che risaliva a molto tempo prima: il papiro.

IL PAPIRO

La scorza del papiro, una pianta acquatica, poteva essere utilizzata come materiale di scrittura. La scorza veniva staccata in fogli di 6-7 cm di larghezza per 30-40cm di lunghezza; li si cuciva unendo i due capi formando così rotoli che raggiungevano 7-8 metri. Al termine del trattamento a cui sottoponevano queste piante, che consisteva in diversi passaggi, i fogli ottenuti venivano consegnati agli scribi per la scrittura.

Nella loro qualità di commercianti, i Fenici erano pronti a sfruttare qualsiasi nuova fonte di guadagno; essi si interessarono dunque a questa merce e la importarono. I papiri erano delicati, seccando diventavano fragili, e questo li rendeva illeggibili. I tecnici dell’epoca vollero rimediare a questa lacuna imbevendoli d’olio.

I risultati furono così convincenti che ben presto i Fenici si specializzarono nell’arte dei papiri. Guebal, situata in prossimità di vasti oliveti e soprattutto delle celebri foreste di cedri del Libano, divenne il centro del commercio del papiro. La sua fama crebbe fino ad essere ribattezzata con il nome Greco Biblos derivato da biblion che significa libro, papiro.

Dal singolare biblion, al plurale biblia, insieme di libri. La composizione dei libri è avvenuta progressivamente, fino a raggiungere il loro definitivo raggruppamento chiamato tecnicamente canone, cioè l’insieme dei libri accettati dagli Ebrei come Parola di Dio.

Questo termine viene utilizzato per la prima volta in Daniele 9:2 “il primo anno del suo regno, io, Daniele, meditando sui libri, vidi che il numero degli anni di cui il SIGNORE aveva parlato al profeta Geremia e durante i quali Gerusalemme doveva essere in rovina, era di settant’anni”.
I Cronache 15:15 “I figli dei Leviti portarono l’arca di Dio sulle loro spalle, per mezzo di stanghe, come Mosè aveva ordinato, secondo la Parola del Signore”. II Cronache 30:5; Esdra 6:18; Romani 11:2; Galati 3:8-22; II Timoteo 3:15-16.
II Timoteo 4:13 “ Quando verrai porta il mantello che ho lasciato a Troas da Carpo, e i libri, specialmente le pergamene”.
Il popolo d’Israele conservava solo
quei rotoli che riteneva essere Parola di
Dio. La conservazione avveniva tramite
dei contenitori affinchè si potessero
preservare nel tempo ed essere trasmesse alle nuove generazioni che ancora non conoscevano il Signore.
⦁ LA SCRITTURA AL SERVIZIO DELLA PAROLA DI DIO:

Mosè utilizza l’alfabeto, la grande scoperta del suo tempo. E’ difficile per noi, che in genere possediamo più copie della Bibbia, capire che per un lungo periodo della storia dell’Antico Testamento e del Nuovo Testamento le singole persone di rado possedevano anche soltanto una parte della Bibbia. Ai tempi dell’A.T. i rotoli sacri erano custoditi nel tempio e, in genere, erano maneggiati soltanto dai sacerdoti, e forse dai Leviti. Nel periodo del N.T. l’intera raccolta dei libri era assai costosa. La Parola di Dio fu conservata e tramandata per molte generazioni.

All’epoca in cui le scritture ebraiche vennero messe per iscritto si registra una varietà di lingue e dialetti, collegati tra loro, più o meno vicino all’ebraico.

Alcune di queste antiche iscrizioni in alfabeto semitico risalgono al 2000 a.c. ed hanno delle forti somiglianze con il paleo-ebraico scrittura con la quale furono scritti i primi libri della Bibbia. Di sotto riportiamo il sigillo di Geroboamo II, ultimo re del Regno d’Israele, rinvenuto a Meghiddo nel 780 a.C. circa.

E’ certo che al tempo di Mosè la scrittura era molto sviluppata ed usata da diverse civiltà. Oltre all’archeologia biblica, all’interno della Bibbia troviamo anche numerose prove che la scrittura era a disposizione/conoscenza degli uomini di cui Dio si è usato per scrivere i libri dell’A.T. Giobbe 19:3; Giudici 8:14; Esodo 17:14-16; Esodo 24:34; Esodo 25:16; Deuteronomio 31:9-11.

I SUMERI 3000 ca. a.C.

I sumeri inventano la scrittura cuneiforme, costituita inizialmente da circa 1400 segni; viene usata soprattutto per inventariare le merci e per registrare transazioni commerciali su tavolette d’argilla. Per alcuni secoli subirà graduali perfezionamenti, se ne ha notizia fino al I secolo d.C. quando sarà soppiantata dall’uso del papiro.

L’iscrizione di Siloam
L’iscrizione, intagliata nella pietra, usa l’alfabeto paleo-ebraico e si riferisce alla costruzione di un tunnel per l’acqua scavato nella roccia sottostante la città di Davide, il nucleo originario di Gerusalemme. Il tunnel è risalente al tempo di Ezechia, re di Giuda, che lo fece scavare probabilmente il 701 a.C. La Bibbia si riferisce a quest’opera quando dichiara che Ezechia “…turò la sorgente superiore delle acque di Ghion e le convogliò giù direttamente attraverso il lato occidentale della città di Davide” (2 Cronache 32:30; cfr. 2 Re 20:20).

L’iscrizione «Casa di David»
su una Stele di vittoria risalente al IX secolo a.C.
Si legge alla riga 9: “Ho ucciso Ahaziahu figlio del
re Jehoram della Casa di Davide”
Questa iscrizione, contiene il primo riferimento
extra-biblico alla dinastia di Davide.
È stata scoperta negli scavi di Tell Dan.

⦁ IL CANONE DELL’ANTICO TESTAMENTO:

In questo capitolo tratteremo come si è venuto a formare il canone dell’A.T. e cosa s’intende per canone biblico. Canone è una parola greca (kànon) che originariamente significava «canna», uno strumento di misura per la lunghezza; poi passò a significare, in senso figurato: regola, norma.

Applicato alla Bibbia indica l’elenco ufficiale, normativo, dei libri che la chiesa ha accolto quali ispirati da Dio. I libri, che non sono stati inseriti in questo elenco sono detti apocrifi “nascosti”, o anche detti dalla chiesa cattolica “deuterocanonici, cioè appartenenti al secondo canone”.

La formazione del canone dell’A.T. a differenza del N.T. è avvenuto in un lungo periodo di circa 1500 anni, resistendo e superando situazioni molto difficili e complicate, come le numerose guerre al tempo dei Re, la deportazione in Babilonia, per non parlare del problema climatico e quindi di preservazione dei libri. Per tanto a
fronte di questi problemi cercheremo di fare una panoramica accurata di come si sono uniti tra di loro i libri del A.T.

⦁ “CANONE” PROVE INTERNE ALLA BIBBIA A.T.: Romani 3:2 ” Grande in ogni senso. Prima di tutto, perché a loro furono affidate le rivelazioni di Dio”

Gli avvenimenti della storia d’Israele sono stati sin dal principio registrati da Mosè, nel libro dell’Esodo (Esodo 17:14 “Il SIGNORE disse a Mosè: «Scrivi questo fatto in un libro, perché se ne conservi il ricordo, e fa’ sapere a Giosuè che io cancellerò interamente sotto il cielo la memoria di Amalec»”).

I dieci comandamenti, scritti su delle tavole di pietra, furono deposti nell’Arca dell’Alleanza (Esodo 40:20 “Poi prese la Testimonianza e la pose dentro l’Arca, mise le stanghe all’Arca e collocò il propiziatorio sull’Arca”).

Il libro dell’alleanza conteneva i primi statuti redatti da Mosè (Esodo 20:23 fino a 23:33; 24:4, 7). Tutta la legge fu posta nel luogo santissimo accanto all’Arca dell’Alleanza: Deuteronomio 31:24-26 “Quando Mosè ebbe finito di scrivere in un libro tutte quante le parole di questa legge, 25 diede quest’ordine ai Leviti che portavano l’Arca del patto del SIGNORE: 26 «Prendete questo libro della legge e mettetelo accanto all’Arca del patto del SIGNORE vostro Dio; e lì rimanga come testimonianza contro di te”.

Si tratta dello stesso libro di cui il re farà fare una copia per suo uso personale (Deuteronomio 17:18-19 “E quando si insedierà sul suo trono reale, scriverà per suo uso, in un libro, una copia di questa legge secondo l’esemplare dei sacerdoti levitici. 19 Terrà il libro presso di sé e lo leggerà tutti i giorni della sua vita, per imparare a temere il SIGNORE, il suo Dio, a mettere diligentemente in pratica tutte le parole di questa legge e tutte queste prescrizioni”).

Giosuè a sua volta scrisse «nel libro della legge di Dio» ciò che gli era stato rivelato (Giosuè 24:25-26 “Così Giosuè stabilì in quel giorno un patto con il popolo, e gli diede delle leggi e delle prescrizioni a Sichem. 26 Poi Giosuè scrisse queste cose nel libro della legge di Dio; prese una gran pietra e la rizzò sotto la quercia che era presso il luogo consacrato al SIGNORE”).

Samuele scrisse in un libro «la legge del regno» che egli depose dinanzi all’Eterno (1 Samuele 10:25 “Allora Samuele espose al popolo la legge del regno e la scrisse in un libro, che depose davanti al SIGNORE. Poi Samuele rimandò tutto il popolo, ciascuno a casa sua”). Vi è un’allusione al libro di Samuele il veggente a proposito delle prime imprese di Davide (1 Cronache 29:29 “Le azioni di Davide, le prime e le ultime, sono descritte nel libro di Samuele, il veggente, nel libro di Natan, il profeta, e nel libro di Gad, il veggente”).

Davide, «il dolce cantore d’Israele», anche Lui ha una parte importante nella redazione dei Salmi, dei quali ben 73 sono attribuiti a lui.
I suoi cantici e quelli di Asaf sono espressamente menzionati con il loro accompagnamento musicale al tempo del risveglio spirituale durante il regno di Ezechia (2 Cronache 29:30 “Poi il re Ezechia e i capi ordinarono ai Leviti di celebrare le lodi del SIGNORE con le parole di Davide e del veggente Asaf; e quelli le celebrarono con gioia, e s’inchinarono e si prostrarono”, 2 Cronache 29:25-28 “Il re stabilì i Leviti nella casa del SIGNORE, con cembali, con saltèri e con cetre, secondo l’ordine di Davide, di Gad, il veggente del re, e del profeta Natan; poiché tale era il comandamento dato dal SIGNORE per mezzo dei suoi profeti. 26 E i Leviti presero il loro posto con gli strumenti di Davide; e i sacerdoti, con le trombe. 27 Allora Ezechia ordinò che si offrisse l’olocausto sull’altare; e nel momento in cui si cominciò l’olocausto, cominciò pure il canto del SIGNORE e il suono delle trombe, con l’accompagnamento degli strumenti di Davide, re d’Israele. 28 Tutta l’assemblea s’inchinò, e i cantori cominciarono a cantare e le trombe a suonare; tutto questo continuò fino alla fine dell’olocausto.”).

Il Salmo 119 è una meravigliosa poesia di 176 versetti che celebrano la perfezione, la verità, la potenza, i giudizi della legge dell’Eterno, della Parola di Dio così come l’avevano gli uomini di quei tempi, 600 anni prima di Malachia.

Salomone redasse buona parte dei Proverbi (Proverbi 1:1 “Proverbi di Salomone, figlio di Davide, re d’Israele”; 10:1 “Proverbi di Salomone.”Un figlio saggio rallegra suo padre, ma un figlio stolto è un dolore per sua madre.”; 25:1 “Ecco altri proverbi di Salomone, raccolti dalla gente di Ezechia, re di Giuda.”).

Le «cronache dei re d’Israele», e Le «cronache dei re di Giuda», Il «libro dei re di Giuda e d’Israele» (1 Re 14:19, 29; 2 Cronache 16:11), come anche gli scritti di alcuni profeti (Nathan, Gad, Achija, Jeedo, Schemaya, Iddo, ecc…, 1 Cronache 29:29; 2 Cronache 9:29; 12:15), sono stati dei documenti in preparazione della redazione ispirata dei nostri libri dei Re e delle Cronache.

I Profeti misero per iscritto le rivelazioni ricevute ed annotarono le loro profezie: Il profeta Isaia con il suo appello «alla legge e alla testimonianza» attesta la presenza in Israele di un corpo di Scritture che avevano autorità

Isaia 8:20 “Alla legge! Alla testimonianza!» Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui nessuna aurora!”
Isaia 1:1 “Visione che Isaia, figlio di Amots, ebbe riguardo a Giuda e a Gerusalemme ai giorni di Uzzia, di Iotam, di Acaz e di Ezechia, re di Giuda”; 2:1 ” Parola che Isaia, figlio di Amots, ebbe in visione, riguardo a Giuda e a Gerusalemme”; 13:1 ” Oracolo contro Babilonia, rivelato a Isaia, figlio di Amots”, ecc….

Geremia scrisse tutte le parole che aveva ricevuto da Dio.
a) Il suo libro fece immediatamente grande impressione al popolo ed i capi.
b) Il re fu talmente turbato che lo strappò e lo gettò nel fuoco, ma Dio subito fece sì che fosse scritto di nuovo e completato (Geremia 36).
c) La profezia di Geremia circa i 70 anni della cattività (Geremia 25:11 “Tutto questo paese sarà ridotto in una solitudine e in una desolazione, e queste nazioni serviranno il re di Babilonia per settant’anni”) è stata anche annoverata tra gli scritti ispirati.
d) Daniele dichiara in effetti che è per mezzo dei libri che egli ne conosce il prossimo adempimento (Daniele 9:2 “il primo anno del suo regno, io, Daniele, meditando sui libri, vidi che il numero degli anni di cui il SIGNORE aveva parlato al profeta Geremia e durante i quali Gerusalemme doveva essere in rovina, era di settant’anni.”).
Anche il redattore delle Cronache e di Esdra testimonia dell’autorità riconosciuta a Geremia (2Cronache 36:22 “Nel primo anno di Ciro, re di Persia, affinché si adempisse la parola del SIGNORE pronunziata per bocca di Geremia, il SIGNORE destò lo spirito di Ciro, re di Persia, il quale a voce e per iscritto, fece pubblicare per tutto il suo regno questo editto”;
Esdra 1:1 “Nel primo anno di Ciro, re di Persia, affinché si adempisse la parola del SIGNORE pronunziata per bocca di Geremia, il SIGNORE destò lo spirito di Ciro, re di Persia, il quale a voce e per iscritto fece proclamare per tutto il suo regno questo editto”).
Michea 4:1-3 “Ma negli ultimi tempi, il monte della casa del SIGNORE sarà posto in cima ai monti e si eleverà al di sopra delle colline e i popoli affluiranno ad esso. 2 Verranno molte nazioni e diranno: «Venite, saliamo al monte del SIGNORE, alla casa del Dio di Giacobbe; Egli c’insegnerà le sue vie e noi cammineremo nei suoi sentieri!» Poiché da Sion uscirà la legge, da Gerusalemme la parola del SIGNORE. 3 Egli sarà giudice fra molti popoli, arbitro fra nazioni potenti e lontane. Dalle loro spade fabbricheranno vòmeri, dalle loro lance, ròncole; una nazione non alzerà più la spada contro l’altra e non impareranno più la guerra” è citato come messaggio di Dio da Isaia 2:1-4 ” Parola che Isaia, figlio di Amots, ebbe in visione, riguardo a Giuda e a Gerusalemme. 2 Avverrà, negli ultimi giorni, che il monte della casa del SIGNORE si ergerà sulla vetta dei monti, e sarà elevato al di sopra dei colli; e tutte le nazioni affluiranno a esso. 3 Molti popoli vi accorreranno, e diranno: «Venite, saliamo al monte del SIGNORE, alla casa del Dio di Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie, e noi cammineremo per i suoi sentieri». Da Sion, infatti, uscirà la legge, e da Gerusalemme la parola del SIGNORE. 4 Egli giudicherà tra nazione e nazione e sarà l’arbitro fra molti popoli; ed essi trasformeranno le loro spade in vomeri d’aratro, e le loro lance, in falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra, e non impareranno più la guerra”.
Zaccaria insiste sulla verità, ispirazione e solennità delle parole pronunziate dai primi Profeti in relazione alla legge e sul fatto che tutte si sono avverate.
Zaccaria 1:4,6 ” Non siate come i vostri padri, ai quali i profeti precedenti si rivolgevano dicendo: Così dice il SIGNORE degli eserciti: Tornate indietro dalle vostre vie malvagie, dalle vostre malvagie azioni! Ma essi non diedero ascolto e non prestarono attenzione a me, dice il SIGNORE. … 6 Ma le mie parole e i miei decreti, che avevo ordinato ai profeti, miei servitori, non arrivarono forse a colpire i vostri padri? Allora essi si convertirono, e dissero: “Il SIGNORE degli eserciti ci ha trattati secondo le nostre vie e secondo le nostre azioni, come aveva deciso di fare”.

Zaccaria 7:7 “Non dovreste forse dare ascolto alle parole che il SIGNORE degli eserciti ha proclamate mediante i profeti del passato quando Gerusalemme era abitata e tranquilla, con le sue città circostanti, ed erano pure abitate la regione meridionale e la pianura?”
Zaccaria 7:12 “Resero il loro cuore duro come il diamante, per non ascoltare la legge e le parole che il SIGNORE degli eserciti rivolgeva loro per mezzo del suo Spirito, per mezzo dei profeti del passato; perciò ci fu grande indignazione da parte del SIGNORE degli eserciti”.

Malachia, che chiude l’era profetica, è per questo chiamato dagli Ebrei «il sigillo dei profeti».
Egli chiude l’Antico Testamento raccomandando l’osservanza della legge data per mezzo di Mosè sul Sinai (Horeb) ed annunziando lo stadio successivo del piano di Dio: la venuta ed il ministero del precursore del Messia.
Malachia 4:5-6 “Ecco, io vi mando il profeta Elia, prima che venga il giorno del SIGNORE, giorno grande e terribile. 6 Egli volgerà il cuore dei padri verso i figli, e il cuore dei figli verso i padri, perché io non debba venire a colpire il paese di sterminio».”.

⦁ “CANONE” PROVE INTERNE ALLA BIBBIA N.T.:

Gesù stesso riconosce il canone ebraico, addirittura mettendolo in ordine così come è riportato nella bibbia ebraica la Thanak. Luca 24:44 Poi disse loro: Queste son le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne’ profeti e nei Salmi, fossero adempiute.

Giovanni 5:39 “Voi investigate le Scritture, perché pensate aver per mezzo d’esse vita eterna, ed esse son quelle che rendono testimonianza di me”.

Matteo 5:17-19 “Non pensate ch’io sia venuto per abolire la legge od i profeti; io son venuto non per abolire ma per portare a compimento; poiché io vi dico in verità che finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà, che tutto non sia adempiuto, Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti ed avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno de’ cieli; ma chi li avrà messi in pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel regno dei cieli”.

Luca 24:27 “ E cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano”.

Ebrei 1:1 “Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio”.

2 Tim. 3:16: “Ogni scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l’uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona”.

2 Pt. 1:20-21: “Sapendo prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura procede da vedute particolari; poiché non è dalla volontà dell’uomo che venne mai alcuna profezia, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo”. cfr. Gv. 19:36-37; Rom. 4:3; 9:17; 10:11; 11:2; Gal. 4:30; 1 Tim. 5:18; Giac. 2:23; 4:5 ecc.) oppure « sta scritto » (cfr. Mt. 4:4.7; 11:10; 21:13; 26:24.31; Mc. 7:6; 9:12s.; Lc. 10:26; 24:44.46; Gv. 8:17: in tutti questi casi l’espressione è in bocca a Gesù; e cfr. Mt. 2:5; Atti 1:20; 23:5; Rom. 1:17; 2:24; 3:10; 4:17; 8:36; 9:33; 11:26; 12:19; 1 Cor. 9:9; Gal. 3:10; 1 Pt. 1:16: in questi passi l’espressione è usata dallo scrittore sacro e dall’Apostolo in occasione del suo insegnamento)

CONCLUSIONE: Dio si è fatto conoscere rivelandosi per mezzo della sua Parola. Non è per caso che il Signore si sia usato di questo metodo infatti risulta essere il più immediato e comprensibile per ogni uomo, e il più efficace per la preservazione e conservazione dei testi nel tempo. I 39 libri dell’Antico Testamento sono stati scritti sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, accettati dal popolo di Dio, riconosciuti da Gesù il quale li ha citati innumerevoli volte, ed insegnati dagli apostoli.
Inoltre, attraverso le testimonianze interne riguardo al canone dell’A.T. comprendiamo che questi libri divini e non altri venivano raccolti e tramandati nel tempo affinchè se ne potesse dare testimonianza ad altre generazioni.


PROVE ESTERNE AL CANONE DELL’ANTICO TESTAMENTO

⦁ PROVE DEL CANONE ESTERNE ALLA BIBIA:

La prima attestazione del loro essere considerati “non dodici scritti separati ma un unico libro”, si trova in Sir 49,10, dove, dopo aver parlato di Isaia, Geremia ed Ezechiele, si afferma: «Le ossa dei dodici profeti rifioriscano dalla loro tomba, perché essi hanno consolato Giacobbe, lo hanno riscattato con la loro confidente speranza».

Nel prologo del libro di Siracide leggiamo:

Molti e importanti insegnamenti ci sono dati dalla legge, dai profeti e dagli altri scritti successivi, per i quali è bene dar lode a Israele quanto a dottrina e sapienza. Però non è giusto che ne vengano a conoscenza solo quelli che li leggono, ma è bene che gli studiosi, con la parola e con gli scritti, si rendano utili a quelli che ne sono al di fuori.

Per questo motivo, mio nonno Gesù, dopo essersi dedicato per tanto tempo alla lettura della legge, dei profeti e degli altri libri dei nostri padri, avendone conseguito una notevole competenza, fu indotto pure lui a scrivere qualche cosa su ciò che riguarda la dottrina e la sapienza, perché gli amanti del sapere, assimilato anche questo, possano progredire sempre più nel vivere in maniera conforme alla legge.

Siete dunque invitati a farne la lettura con benevola attenzione e ad essere indulgenti se, nonostante l’impegno posto nella traduzione, sembrerà che non siamo riusciti a rendere la forza di certe espressioni. Difatti le cose dette in ebraico non hanno la medesima forza quando vengono tradotte in un’altra lingua.

E non solamente quest’opera, ma anche la stessa legge, i profeti e il resto dei libri nel testo originale conservano un vantaggio non piccolo. Nell’anno trentottesimo del re Evèrgete, anch’io, venuto in Egitto e fermatomi un poco, dopo avere scoperto che lo scritto è di grande valore educativo, ritenni necessario adoperarmi a tradurlo con diligente fatica. In tutto quel tempo, dopo avervi dedicato molte veglie e studi, ho portato a termine questo libro, che ora pubblico per quelli che, all’estero, desiderano istruirsi per conformare alla legge il proprio modo di vivere.

La citazione di Giuseppe Flavio:  Storico giudeo (n. 37 d. C. – m. dopo il 100), di casta sacerdotale. Fu della setta dei Farisei e, dopo essere stato a Roma (64), tornato in patria partecipò alla rivolta contro i Romani (67). 

Giuseppe Flavio nel “Contra Apionem” dichiara che i libri sacri d’Israele vengono computati nel numero di ventidue; si tratta dei cinque libri di Mosè, di tredici che narrano eventi accaduti tra Mosè e l’epoca di Artaserse e quattro contenenti inni e precetti; perché il conto torni, è necessario computare i dodici profeti ‘minori’ come un unico libro.

Egli scrive: «Non esiste tra noi un’infinità di libri discordi e contraddittori, ma ventidue soltanto che abbracciano la storia di tutti i tempi e che sono giustamente considerati come divini. Sono tra essi i cinque libri di Mosè, contenenti le leggi e il racconto degli eventi svoltisi dalla creazione dell’uomo fino alla morte del legislatore degli Ebrei… Dalla morte di Mosè fino al regno di Artaserse i profeti che succedettero a Mosè raccontarono in tredici libri i fatti che si svolsero nel loro tempo. Gli altri quattro libri contengono inni in onore di Dio e precetti utilissimi per la vita umana. Da Artaserse a noi, gli avvenimenti sono stati parimenti messi per iscritto; ma questi libri non hanno acquistato la stessa autorità dei precedenti, perché la successione dei profeti non è stata bene stabilita» (Giuseppe Flavio, Contra Apionem, 1,7-8).

Le citazioni dei padri della chiesa:

Nel primo secolo d.c. i vescovi delle comunità vennero chiamati anche Padri della chiesa, i quali fecero menzione nelle loro opere letterarie dell’elenco dei libri canonici così come riportati nella Bibbia Ebraica e non quella cattolica.

Riportiamo alcuni dei Padri della chiesa da ricordare, che si sono discostati dal canone accettato dalla chiesa cattolica successivamente.
Giustino Martire, Melitone, Origene, Epifanio, Rufino, Girolamo ritenuto dalla chiesa cattolica un grande studioso, e traduttore della Vulgata latina ancora in uso nella chiesa romana, scrissero nelle loro citazioni di ritenere come libri ispirati solo ed esclusivamente quelli presenti nel canone ebraico.

PROLOGO DI GIROLAMO: ‘Questo prologo è come un elmo che difende (principium) le Sacre Scritture e può riferirsi a tutti i libri che sono stati tradotti dall’ebraico in latino, cosicché tutto ciò che ne è al di fuori va riconosciuto come appartenente agli apocrifi.

perciò leggiamo pure questi due scritti “apocrifi” per edificazione ma non usiamone per stabilire autoritativamente le dottrine della chiesa’

Il concilio di Jamnia: è stata una ipotetica assemblea di rabbini ebrei farisei che fra l’altro avrebbe fissato il canone dell’Antico Testamento (Tanak) intorno al 95 d.C. Il Concilio, secondo i fautori di tale ipotesi, avrebbe rigettato i libri biblici della Versione greca dei Settanta, compresi quelli che i cattolici chiamano deuterocanonici. Tale ipotesi, che presuppone il concilio, è stata formulata per la prima volta dallo studioso Heinrich Graetz nel 1871. Essa ha avuto il consenso della maggior parte degli studiosi fino agli anni ’60, in seguito è stata rigettata da alcuni studiosi. Di sicuro a Jamnia è esistita una scuola giudeo-farisaica.

Il Talmud Babilonese-Gerusalemme:
Il Talmud costituisce propriamente l’insieme di due testi: la Mishnah e la Ghemarà. La Mishnah è un libro di regole, consiste di sei parti maggiori, ordini, che in ebraico si chiamano sedarim. Ognuna di queste parti è divisa in grandi trattati, detti in ebraico massekhtòt, e ogni trattato è diviso in capitoli, detti in ebraico peraqim.
Dal tempo in cui rabbi Yehudah ha-Nasì pubblicò la Mishnah fino ad oggi, noi ebrei l’abbiamo considerata un libro sacro, e cioè un libro che contiene le cose che Dio desidera che sappiamo. Infatti abbiamo chiamato la Mishnah Torah (Avot 1,1) e riteniamo che essa è parte della Torah di Mosè, data da Dio sul monte Sinai. Quando studiamo la Mishnah, perciò, apprendiamo cose che Dio vuole che sappiamo, nello stesso modo in cui, quando studiamo la Bibbia, impariamo ciò che Dio vuole da Israele.
La Mishnah è metà della Torah ricevuta da Mosè sul Monte Sinai, e l’altra metà è la Torah scritta che chiamiamo Tanakh (bibbi ebraica). Fino all’epoca di rabbi Yehudah haNasì il contenuto della Mishnah era stato trasmesso oralmente (Torah orale). Quando furono date a Mosè la Torah e le Mitzvot, gli furono consegnate tutte quante con le rispettive spiegazioni.

Si hanno due redazioni del Talmud: il Talmud Babilonese (prodotto nelle yeshivoth babilonesi), redatto nel V secolo, e il Talmud di Gerusalemme, redatto nella Terra d’Israele nel IV secolo. Uniti ammontano a quasi 30 volumi di dimensioni enciclopediche. Il Talmud Babilonese è quello più ampio e, per questo motivo e per essere posteriore, è considerato più autorevole.

Il Targum:

La parola Targum significa “traduzione”. Sembra dimostrato che la sua origine venga dalla lingua ittita, da un vocabolo che significa spiegare, annunciare tradurre. Nel Talmud “Targum” sta ad indicare la traduzione della bibbia in lingua aramaica. La tradizione rabbinica riconosce l’uso del Targum come traduzione e spiegazione della bibbia al tempo di Esdra quanto in Esdra 8:1-12 tutto il popolo venne radunato per essere istruito sulla legge e sulla parola di Dio.

Il popolo non conosceva la lingua ebraica e quindi si rese necessaria la traduzione in lingua aramaica. Il Targum divenne un testo di traduzione e spiegazione della bibbia ebraica, diffusosi anche nelle sinagoghe.

Manoscritto di Leningrado:

Risale al 1008- 1009 d.C. L’autore, Samuele Ben Giacobbe dichiara di averlo copiato da un manoscritto originale di Aaron ben Asher. Per la sua interezza, autorevolezza e disponibilità di consultazione, è stato per secoli il testo di riferimento per la compilazione delle varie bibbie ebraiche, manoscritte prima e poi stampate.
Attualmente è conservato a San Pietroburgo in Russia, alla Biblioteca Nazionale Russa ( SaltykovSchedrin). Esso deve il suo nome al fatto che quando il codice fu pubblicato, la città era ancora chiamata Leningrado.

Nella fissazione stabile e definitiva del testo biblico ebraico è stato fondamentale il lavoro di rabbini detti masoreti. Furono attivi per un ampio lasso di tempo che va dal II sec. a.C. al XII d.C., particolarmente fiorenti nel IX sec. d.C, nelle sedi di Tiberiade, Gerusalemme e Babilonia. Erano suddivisi in varie scuole, tra le quali la predominante risultò quella di Tiberiade di Aaron Ben Moses Ben Asher (+ circa 960 d.C.). I masoreti fecero l’enorme sforzo di confrontare i testi di tutti i manoscritti biblici conosciuti all’epoca allo scopo di creare un testo unico il più possibile vicino all’originale.

L’elenco dei libri corrisponde alla bibbia ebraica (39), successivamente adottata dalla traduzione della bibbia dei cristiani “protestanti” e dal alcune comunità ortodosse.

Il Codice Samaritano:

Pentateuco samaritano, è l’unica sezione del TaNaḴ  considerata canonica dalla comunità samaritana, separatasi dall’ebraismo non prima della seconda metà del II secolo a.c. quando il sovrano asmoneo Giovanni Ircano ne abbatté il santuario sul monte Garizim nel 128 per poi distruggere Samaria nel 107. Al medesimo periodo risalirebbe la redazione del Pentateuco samaritano che, con il rifiuto da parte samaritana di Profeti e Agiografi, avrebbe sancito definitivamente lo scisma.

Lo strato più antico del Pentateuco samaritano – che presenta circa 6000 varianti rispetto al TM – conserva una recensione della Torah  pre-masoretica e circolante in Palestina nel periodo del Secondo Tempio prima della metà del
III secolo a.C., che la comunità avrebbe adottato come testo canonico, intervenendo poi su di esso per allinearlo con la propria teologia (sostituendo, per esempio, «Sion» con «Garizim» o la formula deuterono-mistica «il luogo che il Signore tuo Dio sceglierà», in riferimento a Gerusalemme, con «il luogo che il Signore tuo Dio ha scelto», in riferimento al monte Garizim).

La versione dei Settanta:

Il nome di Settanta (sigla LXX) deriva
dalla leggenda che narra della sua
formazione, attestata nella 
Lettera di Aristea a Filocrate,
oggi nota come Lettera dello Pseudo Aristea 
e datante verso il 100 a.C. 
Si racconta che settantadue anziani (poi,
nella denominazione comune, il numero fu
ridotto a settanta) con riferimento ai settanta
anziani che accompagnarono Mosè al Sinai e
ricevettero la Tôrāh (Es 24) di Gerusalemme,
appartenenti alle dodici tribù d’Israele, furono invitati ad Alessandria d’Egitto da Tolomeo II Filadelfo per tradurre in greco i libri della Legge.

È probabile che la traduzione greca della Bibbia ebraica non sia avvenuta per impulso di qualche mecenate pagano – come lo sarebbe il Filadelfo – ma per necessità ed esigenze interne alla comunità giudaica di Alessandria. Essendo il greco la lingua praticata normalmente, si sentiva l’urgenza di disporre di una traduzione greca dei testi sacri per un uso liturgico, ma anche giuridico, in vista del funzionamento interno della comunità. 

Questa traduzione testimonia peraltro un canone lungo, anteriore al concilio rabbinico di Jamnia. Qualunque sia la datazione dell’opera di Teodozione, possiamo riconoscere come questa abbia contribuito a realizzare il passaggio dalla Bibbia ebraica a una nuova linguistica, quella greca; non a caso Teodozione è il più usato da Origene nella sua Exapla, la più importante opera di Origene sulla critica testuale biblica dell’Antico Testamento, realizzata tra il 228 e 245.
Essa è disposta in sei colonne, donde il nome. Accanto al testo ebraico in caratteri quadratici o aramaici (prima colonna) viene posta la trascrizione in greco del testo ebraico, particolarmente difficile poiché a quei tempi non vi era ancora un sistema di vocalizzazione.

Nella terza colonna viene posta la revisione di Aquila, di Simmaco nella quarta, la traduzione dei LXX nella quinta e di Teodozione nella sesta.

ELENCO DEI LIBRI DELLA SETTANTA NON PRESENTI NELLA BIBBIA EBRAICA:

Giuditta; Tobia; Baruc; 1-2 Maccabei; Sapienza; Susanna; Bel ed il Drago.

I Codici più autorevoli:

Dall’elenco dei libri contenuti nei codici greci del V sec dc non è possibile stabilire che il canone lungo adottato in seguito dalla chiesa Romana sia stato in uso al tempo della chiesa primitiva. Il fatto che alcuni di questi libri (apocrifi) erano inseriti nei codici più autorevoli non stabilisce nessun canone diverso da quello ebraico.

I Rotoli del Mar Morto:

La scoperta dei rotoli di Qumran avvenuta intorno al 1947-48, ha riportato alla luce numerosi manoscritti tra i quali anche riguardante il testo biblico il più completo è quello di Isaia. Per ciò che riguarda il canone dell’A.T. non è stato ritrovato nessun elenco dei libri quindi non è possibile stabilire quali libri fossero ritenuti canonici dai copisti di Qumran.

Prima e dopo la Riforma Protestante:
La bibbia di Girolamo prese il posto della Vetus latina tradotta dalla bibbia dei settanta, mentre la Volgata di Girolamo venne tradotta direttamente dal testo Ebraico. Per alcuni secoli nel cristianesimo divenne consuetudine aggiungere alcuni libri apocrifi alla bibbia nonostante l’autore non li avesse inclusi nel canone. Questi libri erano utili per la comprensione storica e per l’edificazione di alcuni contenuti, ma da non ritenere come parola di Dio al pari del canone ebraico.

Ci furono alcuni tentativi di fissare un canone cristiano, ma questo non avvenne in modo concreto se non dopo la riforma protestante. La protesta di Lutero sosteneva l’autorità della sola scrittura contro l’abuso del sistema delle indulgenze, legata alla credenza del purgatorio, della preghiera ai morti 2 Maccabei 12:45, elementi che lo portarono alla rottura con Roma.

Lutero come altri trovarono risposta nella definizione di Girolamo secondo cui 2 Maccabei come gli altri libri apocrifi non appartenevano alla lista di libri da utilizzare come autorità per stabilire alcun dogma in quanto non ricevuti come parola di Dio.
Il concilio di Trento: Nel frattempo la controriforma da parte della chiesa romana si occupava del canone delle scritture insieme ad altri temi che i riformatori mettevano in discussione. Il concilio di Trento, convocato nel 1545, venne stabilito l’elenco ufficiale della chiesa, nel quale erano presenti i libri che Girolamo aveva dichiarato apocrifi.

CONCLUSIONI: Da come abbiamo potuto vedere anche le prove esterne alla bibbia ci danno piena conferma che il testo ebraico era ritenuto dalla chiesa primitiva il testo autorevole ed accettato dai traduttori più autorevoli come base delle loro traduzioni, riconoscendo ed ammettendo con umiltà che i libri non contenuti nel canone ebraico sono degli apocrifi. La chiesa romana, ha deciso di sua spontanea volontà di aggiungere al canone ebraico dei libri apocrifi per giustificare dei dogmi che non troverebbero nessuna base nei testi ebraici.

RELATORE Bruno Graziano.
NOTA: Ho ritenuto importante specificare il nome del relatore degli studi riportati in questa dispensa, non per avere un riconoscimento o una gratificazione personale, ma solo perché mi assumo la piena responsabilità di quello che ho scritto. Solo a Dio vada la Gloria in eterno.