La salvezza – La santificazione

Romani 6:22 Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna.

  • SIGNIFICATO: Santificare significa rendere santo o essere reso santo. Quindi la santificazione si riferisce sia ad un’azione (santificare o rendere santo) sia ad una condizione (essere santificato o reso santo). La santificazione è uno degli attributi di Dio Esodo 15:11; Osea 11:9. Essendo un Dio santo egli desidera un popolo che sia santo, infatti uno degli aspetti che emerge dalla scrittura in relazione alla santificazione è la separazione o allontanamento. Il popolo di Dio, cioè i salvati sono un popolo separato e consacrato al Signore. Deuteronomio 7:6; I Pietro 2:9.

Un altro aspetto della santificazione si riferisce alla purezza, anche questo aspetto dipende dalla santità di Dio, in quanto santo e puro esige che il suo popolo sia puro Esodo 19:10-11; I Pietro 1:16, Salmo 24:3-4. La purificazione di cui parla la scrittura è principalmente quella interiore del cuore Matteo 23:25; Luca 11:39; Matteo 5:8. Per mezzo del sacrificio di Cristo il credente è puro davanti agli occhi di Dio Tito 2:14; II Corinzi 7:1.

La santificazione riguarda anche la morale e l’etica del credente. I Pietro 1:15 Ma come colui che vi ha chiamato è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta. Tutta la vita del credente deve rispecchiare la santificazione interiore, nel comportamento, nel parlare, nel vestirsi, tutto deve essere fatto in conformità della scrittura. Il credente ha un unico obbiettivo piacere al suo Signore, separandosi da tutto quello che lo può dispiacere Efesini 5:8; Colossesi 4:5; I Timoteo 2:9; Atti 6:3; I Timoteo 3:7.

  • SANTIFICAZIONE ISTANTANEA: La santificazione appartiene al credente in quanto purificato e santificato per mezzo del sacrificio di Cristo Gesù, come  viene dichiarato in I Pietro 2:9 Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua meravigliosa luce. La santificazione del Popolo di Dio non è una semplice separazione dalle altre persone o cose, ma è purificazione e separazione dal peccato.

La fonte della santificazione è Cristo Gesù come dice in I Corinzi 1:30 Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione. Come per la giustificazione Dio ci vede giusti in Cristo, allo stesso modo ci vede santi in quanto resi puri per mezzo del sangue di Cristo I Corinzi 6:9-11. Il peccato che una volta regnava nella nostra vita e che la rendeva impura, ora per mezzo della fede in Cristo viene cancellato, rendendoci puri davanti alla presenza di Dio Ebrei 9:14.

Tutti i credenti nati di nuovo sono santificati in Cristo Gesù, quindi santi. Paolo si rivolge in più occasioni alla chiesa in questo modo “ Ai santificati in Cristo Gesù, chiamati ad essere santi I Corinzi 1:2; II Corinzi 1:1; Efesini 1:1. La santificazione, ha il suo inizio al momento della salvezza, per mezzo del sacrificio di Cristo il credente realizza la purificazione interiore dai propri peccati, in questo senso egli è puro davanti alla presenza di Dio.

  • SANTIFICAZIONE PROGRESSIVA: Per i credenti come abbiamo detto in precedenza la loro santificazione inizia con la salvezza, ma subito dopo deve essere UN PROCESSO COSTANTE Levitico 19:2; I Pietro 1:15-16. Paolo di ce in II Corinzi 7:1 Poiché abbiamo queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio. In questi versi l’apostolo si include tra i credenti chiamati ad una santificazione costante.

La ragione di questa santificazione è evidente, perchè i credenti, seppur santificati davanti alla presenza di Dio in Cristo Gesù, non sono senza peccato, in quanto nel credente resta una natura umana che si corrompe per mezzo del peccato I Giovanni 1:8-9. La santificazione deve essere l’impegno e l’obbiettivo costante di ogni credente Ebrei 12:14; Romani 12:1-2; II Corinzi 3:18; Ebrei 12:1. La santificazione, è una realtà che il credente realizza in Cristo, ma che deve mantenere e ricercare tutto il periodo della sua vita.

L’obbiettivo del credente è quello di santificarsi costantemente e di tendere alla perfezione Genesi 6:9; Giobbe 1:1, Luca 1:6; I Timoteo 3:10, ma allo stesso tempo deve essere consapevole che  non potrà mai raggiungere un livello di perfezione assoluta se non il giorno che Gesù ritornerà Filippesi 3:12-14.

E’ importante comprendere che il processo di santificazione è l’obbiettivo primario del credente, come ripete la scrittura “siate santi come io sono santoI Pietro 1:16. La consacrazione e la dedicazione a Dio, ci permetteranno di raggiungere quel livello di maturità richiesto dalla sua volontà per la nostra vita. Senza una vera santificazione non ci sarà una vera crescita e maturità spirituale. Efesini 4:13

  • LA SANTIFICAZIONE RIGUARDA TUTTO IL NOSTRO ESSERE:

Il brano utilizzato come base per la nostra riflessione è il seguente: “Or il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l’intero essere vostro, lo spirito, l’anima e il corpo, sia conservato irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesú Cristo.

  • LO SPIRITO: Lo spirito dell’uomo è la parte più intima dell’uomo, spesso identificata anche come il cuore. La Bibbia ci rivela che lo spirito dell’uomo è il punto d’incontro con Dio, il quale per mezzo dello Spirito Santo dimora in esso I Corinzi 2:11; I Tessalonicesi 3:12.

Sempre dalla Scrittura emerge che lo spirito dell’uomo a causa del peccato è diventato estraneo a Dio ed è stato escluso dalla sua presenza divenendo morto alle cose di Dio. Solo attraverso Cristo lo spirito dell’uomo viene vivificato e rinnovato, in modo da ristabilire una comunione reale e totale con Dio Romani 8:16 .

Di conseguenza lo spirito dell’uomo necessita di una costante santificazione. Paolo dice in II Corinzi 7:1 “Diletti, purifichiamoci d’ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio”. Possono essere considerati peccati dello spirito la superbia di se stessi, l’orgoglio, oppure un inclinazione al giudizio che deve essere addolcito dall’amore, uno spirito irritabile e incandescente dove basta poco per litigare.

L’esortazione di Paolo agli efesini è di fondamentale importanza riguardo alla santificazione del nostro spirito: “ Sia tolta via da voi ogni amarezza, ogni cruccio ed ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di malignità. Siate invece gli uni verso gli altri benigni, misericordiosi, perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonati in Cristo Efesini 4:31-32.

Nel contesto in cui ci troviamo, vi è un altro termine che viene identificato con lo spirito, la coscienza dell’uomo Romani 2:15; I Timoteo 1:5. La coscienza sottolinea in modo particolare l’aspetto morale dello spirito, quindi espressioni come turbamento o rimorso emergono dall’intimo dell’uomo, le quali possono trovare guarigione solo per mezzo del sacrificio di Cristo Ebrei 10:22.

Possiamo concludere affermando che i tre termini biblici, spirito, cuore e coscienza si riferiscono all’uomo nella sua natura intima e responsabile al cospetto di Dio. Con la salvezza, lo spirito è stato rinnovato, il cuore è stato cambiato e la coscienza e stata purificata. Tuttavia nonostante tutto sia nuovo, occorre una costante santificazione affinchè nulla si contamini.

  • L’ANIMA DELL’UOMO: L’anima può essere definita come la vita interiore dell’uomo attraverso cui lo spirito si esprime. Di conseguenza la mente con i suoi pensieri ed intelligenza, i sentimenti e la volontà dell’uomo sono tutti aspetti dell’anima in azione. Per mezzo del peccato, l’anima è stata ottenebrata e si è allontanata da Dio in tutti gli ambiti della vita. Tuttavia, ricevendo la salvezza, la mente viene rinnovata e resa capace di meditare sulle cose di Dio, le emozioni ricominciano a godere della presenza di Dio, e la volontà è tornata a muoversi in armonia con i propositi di Dio. L’anima come emerge dalla scrittura necessita di santificazione e rafforzamento.

La santificazione dell’anima riguarda principalmente la mente, a tal proposito Paolo dice: “Non vi conformate a questo secolo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente Romani 12:2; I Corinzi 2:16. Questa esortazione è rivolta a quelli che appartengono a Cristo, i quali hanno si una mente nuova, ma che necessita di un rinnovamento costante, di una trasformazione all’immagine di Cristo. La mente purtroppo potrebbe portarci a pensieri empi, disegni corrotti e piani mondani, oppure potrebbe allontanarsi dalle realtà spirituali per dedicarsi alle cose della carne.

Pertanto la mente va preservata e tenuta pura per mezzo della santificazione, Paolo ai Filippesi dice: Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù”. Il Credente deve avere i sentimenti e l’atteggiamento di un vero discepolo di Cristo, con umiltà e mansuetudine obbedire fino alla fine. Il rinnovamento della mente si rende indispensabile per camminare nella volontà di Dio.

In un’altra occasione lo Spirito Santo sospinge l’apostolo Paolo a scrivere quanto segue: faccio prigioniero ogni pensiero traendolo all’ubbidienza di Cristo II Corinzi 10:5.  Qui la scrittura pone l’attenzione sui pensieri, i quali non devono conformarsi al modo di vivere e di pensare ed alla filosofia di questo mondo. Avvolte anche il credente vivendo in questo mondo in modo molto sottile potrebbe accettare alcuni modi errati di pensare. Per questo motivo occorre fare prigioniero quel pensiero che non onora Cristo affinchè muoia per mezzo della santificazione. Senza dubbio si tratta di una lotta costante, ma necessaria per una vita spirituale benedetta.

Oltre alla mente la santificazione riguarda anche i nostri sentimenti (emozioni, desideri, passioni). Seppur i credenti hanno ricevuto la vittoria in Cristo Gesù come dichiara la scrittura in Galati 5:24 “Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne”, tuttavia rimane un residuo della vecchia vita, non più dominante perché lo Spirito Santo la sottomette alla volontà di Dio. La scrittura dichiara quindi che nel credente avviene una lotta, tra la carne e lo Spirito Santo Galati 5:17. L’ambito dei desideri della carne che cercano di prevaricare sullo Spirito in noi, esige una grande santificazione.

Non possiamo essere negligenti su una realtà così importante come la santificazione dei nostri sentimenti. Paolo scrisse a Timoteo che “ se dunque uno si serba puro da quelle cose, sarà un vaso nobile, santificato, atto a servigio del padrone, preparato per ogni opera buona II Timoteo 2:21-22; Tito 2:11-12; I Giovanni 2:15-16. Se pur siamo circondati da una società immorale, non dobbiamo conformaci ad essa. La santificazione della nostra anima riguarda quella parte interiore come la rabbia, la concupiscenza, l’invidia, la gelosia o l’avidità, questi ed altri sentimenti vanno annichiliti proprio per mezzo di una santificazione costante.

La santificazione riguarda anche la volontà dell’uomo. Prima di ricevere la salvezza, la volontà era schiava del peccato incline a commettere il peccato proprio perché incapace di servire il Signore. Al momento della salvezza la nostra volontà viene liberata dal sacrificio di Cristo, capace di servirlo ed amarlo. Il credente è chiamato a camminare nella luce come Cristo è luce, a tal proposito anche la nostra volontà deve rivolgersi interamente all’ubbidienza della volontà di Dio.

  • IL CORPO: In fine occorre anche la santificazione del corpo. Prima della nuova vita in Cristo il corpo era corrotto dal peccato e sottomesso ad esso, ma con la nuova nascita in Cristo, la vecchia natura è stata crocifissa, per vivere in santità Romani 6:6; I Tessalonicesi 4:3-4; I Corinzi 6:19. Seppur viviamo in una società dove mette il proprio corpo e l’apparire al primo posto, il credente è chiamato a conservare il proprio corpo in modo santo.

Il nostro corpo quale tempio dello Spirito Santo non va trascurato, anzi proprio perché appartiene a Dio va curato e conservato fino a quanto il Signore ci chiamerà. Uno dei peccati che la scrittura ci descrive riguardo al corpo è l’immoralità sessuale. Il credente si conserva puro e fa morire tutto ciò che è immorale dal punto di vista sessuale. La convivenza ed il sesso prima del matrimonio per la scrittura sono peccato, anche se oggi per la società in cui viviamo è diventato tutto lecito. La pornografia è un grave peccato davanti al Signore, anche quella apparentemente sottile che ci viene proposta dai programmi televisivi o dai giornali.

Il credente è chiamato a gestire il proprio corpo con responsabilità davanti a Dio. Anche le gozzoviglie e l’ubriachezza son un peccato davanti al Signore Galati 5:19. Il nostro modo di vestirci non deve più essere come un tempo sensuale, cioè attirare gli sguardi degli altri perché anche la sensualità è un peccato davanti a Dio Matteo 5:28; I Timoteo 2:9.

I nostri corpi che sono il tempio dello Spirito Santo, vanno curati e mantenuti in modo santo e conforme alla parola di Dio. Non bisogna eccedere negli estremismi, ma essere sobri in tutti gli ambiti che riguardano il nostro corpo.     

AD IMMAGINE DI DIO:

Lo scopo della santificazione che comprende l’intera nostra persona è quello di renderci all’immagine di Dio. L’apostolo Paolo riguardo alla nuova natura dice in Colossesi 3:10  “che si va rinnovando in conoscenza ad immagine di Colui che l’ho creato II Corinzi 3:18, Romani 8:29.

Affinchè il credente possa conformarsi sempre di più all’immagine di Cristo è chiamato a morire ogni giorno al peccato che vorrebbe avvolgerci. In Tito 2:11-12 lo Spirito Santo per mezzo dell’apostolo Paolo sottolinea in modo molto chiaro che il credente è chiamato a rinunciare a tutte quelle cose che dispiacciono al Signore, soprattutto quelle che ci vengono proposte dal mondo in cui viviamo.

Gesù stesso parlò di una rinuncia riguardo a colui che vuole seguirlo: Se uno vuol venire dietro a me rinunzi a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segui Luca 9:23. Morire a noi stessi vuol dire proprio rinunciare a tutto ciò che si oppone alla vita di Cristo e che si lascia dominare dal nostro ego peccaminoso. Questo non implica assolutamente ad una rinuncia della nostra personalità, ma vuol dire semplicemente essere coscienti che se pur siamo stati rigenerati per mezzo dello Spirito Santo in noi continua a permanere quella natura peccaminosa che va fatta morire ogni qualvolta cerca di prendere il sopravvento nella nostra vita Galati 5:17; Romani 8:13.

Per mezzo dei versetti che abbiamo letto, emerge una verità fondamentale, lo Spirito Santo che vive nei nostri cuori ci avverte e ci dona la forza, ma chi deve rinunciare al peccato siamo noi. Quindi ne consegue che non solo il credente rinuncia ai peccati ma quando si presentano per mezzo dello Spirito Santo li fa morire. In che modo far morire il peccato quando si presenta nella nostra vita? Chiedendo perdono per mezzo di Cristo e rispondere a quel peccato con la fede nella Parola di Dio. Non possiamo annullare la tentazione, ma per mezzo dello Spirito Santo in noi possiamo azzittirla nel nome di Cristo Gesù Colossesi 3:5.

I MEZZI PER REALIZZARE LA NOSTRA SANTIFICAZIONE:

Ubbidire alla Parola di Dio. Iniziamo dalla necessità di ubbidire alla Parola di Dio. Perché la Parola di Dio ci rivela la sua volontà santa e giusta, alla quale ogni credente è chiamato a conformarsi. Il Salmo 119:11 dice: Io ho riposto la tua parola nel mio cuore per non peccare contro di te”. La Parola di Dio non va solo letta ma depositata nel nostro cuore, il centro del nostro essere, fonte dei nostri sentimenti e pensieri, motore delle nostre azioni.

La Bibbia è la parola diretta di Dio per l’uomo e per il credente, ispirata da Dio e utile a insegnare,  a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinchè l’uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona II Timoteo 3:16-17. L’espressione a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia indica il ruolo delle Scritture, che ci aiutano a vivere una vita santa e giusta dinanzi a Dio.

Di conseguenza il credente, per crescere in santità deve vivere secondo le Scritture. Questo vuol dire che la Scrittura va prima di tutto conosciuta, meditata, studiata, affinchè possa diventare parte della nostra vita quotidiana. Gesù stesso ci ha lasciato un profondo insegnamento quanto fu tentato nel deserto dal diavolo, di come Egli rispose per mezzo della Scrittura.

La lettura fedele e costante della Scrittura deve essere accompagnata dall’azione. Gesù disse delle sue parole: “Chiunque ode queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato ad un uomo avveduto che ha edificata la sua casa sopra la roccia Matteo 7:24. La Bibbia contiene le parole di Gesù, le quali vanno ascoltate e messe in pratica.

E’ fondamentale sia conoscere le scritture che ubbidire ad esse. Il credente consulta in ogni circostanza le scritture nelle quali trova la guida e gli ammonimenti per vivere in santità.

L’ubbidienza alla parola si riferisce anche all’insegnamento che viene dalla predicazione e dagli studi che vengono svolti nella comunità locale. Quando un pastore predica, sta parlando da parte del Signore, pertanto gli uditori sono chiamati ad obbedire e ritenere nel loro cuore la Parola predicata Ebrei 13:7. Oggi nelle comunità si sta sminuendo la figura del Pastore o di colui al quale Dio ha affidato questo incarico. Con troppa facilità e senza il timore di Dio i pastori vengono giudicati ed appesantiti da coloro che invece dovrebbero sostenere il ministerio. Coloro che si adoperano per la predicazione e la guida della chiesa locale, dovrebbero essere oggetto delle preghiere e dell’affetto fraterno, affinchè possano svolgere al meglio il compito che il Signore gli ha affidato.

Ovviamente il pastore o il conduttore della chiesa non è perfetto, anche lui è una pecora del Buon Pastore, se sbaglia con amore va esortato a correggersi. Riguardo a questo aspetto non sempre i credenti hanno il coraggio di dire al pastore la loro opinione ed il loro pensiero, in questo modo si alzano muri e divisioni. La Scrittura invece ci esorta ad avere dialogo e di comunicare, tutto svolto con educazione ed amore, poiché il fine ultimo è crescere nella santificazione. Ovviamente se la parola predica da qualsiasi pastore o fratello non è conforme alla scrittura, non deve essere accettata come Parola da parte di Dio.

Dio può pronunciare la sua Parola anche in altre situazioni, come per esempio nei momenti di preghiera, in cui si può pronunciare ed udire la Parola di Dio. Il credente deve aspettarsi la Parola di Dio in ogni momento. Riguardo alla Santificazione per mezzo dello Spirito Santo, il Signore ci parla singolarmente oltre che per mezzo della sua Parola Galati 5:25.

La santificazione del credente dipende dal rapporto che abbiamo con lo Spirito Santo II Corinzi 3:6; II Corinzi 3:17.Il credente che cammina nello Spirito non è più soggetto alla Legge Mosaica Galati 5:18; 22-23. Per quanto la legge fosse santa e giusta non avrebbe mai potuto garantire una vera santità interiore come quella che avviene per mezzo del nuovo patto per mezzo dello Spirito. E’ nella comunione costante con lo Spirito Santo che il credente realizza come frutto la santificazione, in questo modo la Legge si adempie in noi.

Il credente che cammina guidato dalla Parola e in obbedienza allo Spirito Santo non fa altro che mettere in pratica ciò che la Legge stessa richiede Romani 8:4. Paolo in questi versi spiega che il comandamento della legge si adempie in noi, che non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito. Questa è la grande differenza tra l’Antico Patto ed il Nuovo Patto. Prima la Legge era una regola che veniva messa in pratica dall’esterno, ora nel Nuovo Patto la rivelazione di Dio avviene dall’interno per mezzo dello Spirito Santo. Tutto deve essere accompagnato la nostra volontà e responsabilità di piacere a Dio in ogni cosa, mettendo in pratica la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore.