Romani 10:4 Poiché Cristo è il termine della legge, per la giustificazione di tutti coloro che credono.
- INTRODUZIONE: La giustificazione riguarda la Salvezza, questa dottrina interessa dal punto di vista dell’uomo dinanzi a Dio. Chi realizza la Salvezza ha un rapporto personale con Dio. La giustificazione riguarda il rapporto tra Dio che è giusto e l’uomo che è ingiusto. Come può l’uomo presentarsi davanti a Dio che è giusto e santo? L’uomo difronte al Signore può solo esclamare come il profeta Isaia 6:5 “Guai a me”. “Tutta la nostra giustizia è come un abito lordato” Isaia 64:6. Dinanzi al nostro Dio tutta la nostra vita persino la nostra “giustizia” è impura.
Questa condizione, si estende a tutti gli uomini “gentili o ebrei” che siano, sono tutti ingiusti davanti a Dio e quindi ritenuti dei peccatori. Romani 1:18-32; Romani 3:9-11; Romani 3:19-20; Romani 3:23. Sia l’uomo che si comporta moralmente ingiusto, sia l’uomo che cerchi di vivere moralmente giusto entrambi sono peccatori difronte alla giustizia di Dio. Neppure la legge di Mosè può rendere giusto l’uomo che cerca di metterla in pratica “ per le opere della legge nessuno sarà giustificato al suo cospetto” infatti la legge da la conoscenza del peccato Galati 3:22.
- SIGNIFICATO DI GIUSTIFICAZIONE: La traduzione di questo termine nel Nuovo Testamento vuol dire “pronunciare o dichiarare giusto”. La giustificazione riguarda l’uomo ingiusto dichiarato giusto per mezzo della fede nel messaggio del Vangelo Romani 4:5. E’ Dio che nella sua grande misericordia dichiara giusto il peccatore.
Il fondamento della nostra giustificazione è la redenzione attuata da Dio in Gesù Cristo. Paolo scrive “ Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, e sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù, il quale Iddio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede ne sangue d’esso, per dimostrare la sua giustizia, avendo Egli usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza” Romani 3:23-25.
Dio attua la sua giustizia mediante la redenzione in Cristo Gesù, il suo sangue ha soddisfatto completamente la sua giustizia. Romani 3:21-22. L’uomo peccatore diviene giusto dinanzi a Dio per mezzo di Cristo, non che l’uomo è giusto in se stesso. L’uomo non perde la sua natura di peccatore, ma è dichiarato Giusto dal momento che per fede crede nella Giustizia di Dio in Cristo Gesù.
L’apostolo Paolo nella seconda lettera ai Corinti 5:21 dice: Colui che non ha conosciuto peccato, Egli l’ha fatto essere peccato per noi, affinchè noi diventassimo giustizia di Dio in lui. Cristo che è realmente giusto, l’unico Giusto, fu reso peccato per noi. Sulla croce Cristo prese su di se il peccato del mondo intero. Tutto questo avvenne affinchè noi potessimo diventare “giustizia di Dio in Lui”. Cristo morì al posto nostro prese su di se tutto il nostro peccato e ci ha dato la sua giustizia.
La giustificazione è per grazia, mediante il sacrificio di Cristo i nostri peccati non ci vengono più imputati. Dal momento che i nostri peccati e le nostre colpe sono stati eliminati in Cristo, siamo considerati giusti dinanzi a Dio. Mediante la grazia e la redenzione siamo giustificati al cospetto del Dio santo e Giusto. Romani 5:16-18.
Per mezzo della Giustificazione i nostri peccati vengono completamente cancellati Salmo 32:2 e Romani 4:8, questo vuol dire che se pur il peccato è presente Dio non lo usa contro di noi II Corinzi 5:19. Sempre nel libro ai Romani 8:33-34 la scrittura dice: “ chi accuserà gli eletti di Dio? Iddio è colui che li giustifica”. Anche nel libro dell’Apocalisse 12:10 dice che il nostro accusatore è stato sconfitto completamente e gettato nello stagno di fuoco.
Il Peccatore che con vero ravvedimento crede al sacrificio di Cristo realizza il perdono del proprio peccato grande o piccolo che esso sia, riceve per grazia la Giustizia che si trova solo ed esclusivamente in Cristo I Corinzi 1:30 “ A lui voi dovete d’essere in Cristo Gesù, il quale ci è stato fatto da Dio sapienza, e giustizia, e santificazione, e redenzione Filippesi 3:8-9. Questo significa che in Cristo davanti a Dio siamo visti giusti senza alcuna lacuna ma completa.
Quando Dio ci guarda, ci vede rivestiti della giustizia di suo Figlio, e ognuno di noi è completo in lui, è come se non avessimo mai peccato, essendo stati assolti da ogni peccato, siamo completi nella sua giustizia. Pertanto la salvezza non è qualcosa che noi possiamo procacciare con le nostre forze ma si riceve accettando umilmente il perdono di Dio in Cristo Gesù. Pertanto possiamo affermare che la giustizia di Dio non viene infusa nell’uomo rendendolo incapace di peccare, ma la giustizia di Dio si ottiene per la fede in Cristo per mezzo della quale Dio ci vede giusti. Tale giustificazione sarà pienamente completata quando saremo con lui per l’eternità.
- LO STRUMENTO –FEDE: Tutto ciò che abbiamo detto finora circa la giustizia fondata nella redenzione in Cristo, diventa efficace solo mediante la fede. Paolo dichiara nella lettera ai Romani 1:16-17 Infatti non mi vergogno del vangelo, perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede com’è scritto il giusto per fede vivrà. Romani 3:26; 3:30.
La grazia di Dio per mezzo di Cristo è il fondamento, la fede è lo strumento, il canale per realizzare la giustificazione. Paolo agli Efesini 2:8 dice: Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è il dono di Dio. Senza fede in Cristo non può esserci giustificazione. L’uomo rimane nel suo peccato fino a quando per fede realizza la giustificazione.
La fede in Cristo è sufficiente per la giustificazione, indipendentemente dalle opere che possiamo compiere Romani 4:1-5. Avere fede in Dio non vuol dire solo credere che egli esiste per essere giustificati, “anche satana crede che Dio esiste” Giacomo 2:19, ma avere fede in Cristo Gesù che ha dato se stesso come sacrificio per i nostri peccati e che è resuscitato dai morti per darci la vita eterna Romani 10:9-10. Avere fede in Cristo vuol dire credere alla sua meravigliosa parola che rivela la sua volontà.
La fede sicuramente coinvolge anche la mente, ma deve scendere più in profondità fino a toccare il cuore. Credere vuol dire piena fiducia in Dio. Credere in quello che Dio ha fatto per noi. Quando con tutto il nostro cuore ci affidiamo completamente al sacrificio di Cristo ed alla sua parola realizziamo la salvezza.
La fede è il mezzo attraverso cui veniamo uniti a Cristo Romani 6:5. La fede in Cristo è unione con Cristo, è appartenere unicamente a Cristo, come può affermare l’apostolo Paolo in Galati 2:20-21 Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me. Io non annullo la grazia di Dio; perché se la giustizia si ottenesse per mezzo della legge, Cristo sarebbe dunque morto inutilmente. Questo è il fulcro della fede salvifica essere in Cristo e avere Cristo in noi.
- EFFETTI DELLA GIUSTIFICAZIONE:
- Il risultato principale della giustificazione è che diventiamo Figli di Dio. Tutti gli esseri umani sono creature di Dio perché sono creati da lui, ma i credenti giustificati sono Figli e Figlie di Dio. Questa è la nostra nuova condizione in Gesù Cristo Galati 3:24-26; Galati 4:6; Romani 8:15. Con la Giustificazione, dunque, non siamo solo dichiarati giusti, ma siamo anche adottati nella famiglia di Dio.
- Un altro effetto della giustificazione è la libertà. Essendo Figli di Dio, siamo stati liberati dalla schiavitù del passato. Come Figli di Dio siamo liberi da ogni sistema terreno che vuole imprigionare questo mondo Galati 4:3. Con il termine elementi si riferisce alle forze che tengono schiave le persone senza Cristo, come l’idolatria, vizi, cerimonie, esigenze della società e cose simili. Il credente è stato liberato completamente da queste oppressioni mondane.
- Un altro effetto importante della Giustificazione per mezzo di Cristo è la liberta dal rimorso e dalla preoccupazione di piacere a Dio. Il nostro rapporto con Dio è immediato e personale, ed è protetto e garantito dalla giustificazione e non dal nostro comportamento e dalle nostre opere. Le opere sono importanti, lo vedremo più avanti, ma non sono la chiave ne per la salvezza, ne per avere un rapporto intimo con Dio, questo avviene per mezzo della giustificazione in Cristo.
- Un altro effetto della giustificazione è la pace con Dio, interiore e con gli altri, Romani 5:1; 9-10. Grazie al sacrificio di Cristo il credente realizza la pace con Dio. Inoltre abbiamo pace con gli altri Efesini 2:14-18. Nel Corpo di Cristo non dovrebbero esserci divisioni, ma unità garantita dalla giustificazione e dallo Spirito Santo, come noi siamo stati accettati per così come siamo, anche noi dovremmo accettare il nostro fratello, la nostra sorella per così com’è. Gesù è morto anche per loro.
- Infine c’è la pace interiore Giovanni 14:27. Si tratta di una pace interiore che il mondo non può toglierci. Si tratta di una pace che nasce da una comunione con Cristo, e che siamo consapevoli di non essere più sotto la condanna del peccato, questo rapporto con Cristo ci rende liberi e quindi in pace interiore Romani 8:34.
- IL RUOLO DELLE OPERE:
- Esaminiamo ora il ruolo delle opere nella giustificazione. Le opere hanno la loro importanza, ma non ai fini della salvezza, la quale avviene esclusivamente per mezzo della fede in Cristo Gesù, altrimenti se fosse basata sulle nostre opere, non verrebbe più da Dio ma dalle nostre capacità. Romani 3:20; Efesini 2:8-9; Romani 5:1.
- La scrittura però afferma che le buone opere sono un risultato della nostra nuova nascita in Cristo Gesù Efesini 2:10. Di conseguenza, le buone opere sono il risultato della salvezza. Noi siamo stati rigenerati per compiere le opere che in Cristo sono già state preparate. Questo dimostra che la fede e le opere sono strettamente correlate perché, anche se siamo giustificati unicamente per fede, la fede non è mai sola.
- Per avere una fede operante abbiamo bisogno di conoscere la volontà di Dio. Questa sua meravigliosa volontà ci viene rivelata dalla Parola di Dio. Giovanni 14:15; 14:21; 15:10; II Timoteo 3:16; Romani 10:17. Il motivo del perché alcuni credenti non hanno una fede operante è perché non mettono in pratica la parola di Dio. Si accontentano di vivere una vita religiosa che si riduce al culto domenicale. La fede operante non riconosce Cristo come solo agnello di Dio che toglie il peccato dal mondo, ma anche come il Signore della nostra vita, il quale ci chiama a fare la sua volontà.
- Giacomo 2:14-26 Questi versi esprimono in modo chiaro quello che stiamo affermando per mezzo della Scrittura. La fede elemento essenziale per la giustificazione, viene accompagnata dalle opere come conseguenza della nuova nascita che è avvenuta per mezzo dello Spirito Santo.
- V. 14 A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? Questi versi vanno letti nel loro contesto altrimenti facciamo confusione tra la fede e le opere. Giacomo cerca di far comprendere l’importanza delle opere(NON E’ DA INTENDERE SOLO LE OPERE DI CARITA’; PER OPERE SI INTENDE LA VOLOTA’ DI DIO CHE COMPRENDE ANCHE FARE DEL BENE) che accompagnano la fede.
- Una contrapposizione tra la fede operante, e la fede sterile. V. 14, riprende coloro che si vantano della loro fede, ma che non opera difronte ai bisogni. La fede in Cristo rende i credenti sensibili e operanti nella sua volontà, se di fronte alle opportunità di compiere le opere ci tiriamo indietro allora la nostra fede non è operante ma è sterile. Se permane in una condizione di sterilità è in dubbio anche la sua nuova nascita, la salvezza, 1Giovanni 3:18 Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità. Le opere buone preparate da Cristo affinchè le possiamo praticare sono la dimostrazione della nostra fede.
- V.15 15 Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, 16 e uno di voi dice loro: «Andate in pace, scaldatevi e saziatevi», ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve? 17 Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta. 18 Anzi uno piuttosto dirà: «Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede».
Anche in questi versi viene messo in evidenza l’importanza della fede accompagnata dalle opere cioè della pratica della Parola di Dio. E io con le mie opere ti mostrerò la mia fede.
19 Tu credi che c’è un solo Dio, e fai bene; anche i demòni lo credono e tremano.20 Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore? 21 Abraamo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere quando offrì suo figlio Isacco sull’altare? 22 Tu vedi che la fede agiva insieme alle sue opere e che per le opere la fede fu resa completa; 23 così fu adempiuta la Scrittura che dice: «Abraamo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto come giustizia»; e fu chiamato amico di Dio. 24 Dunque vedete che l’uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto. 25 E così Raab, la prostituta, non fu anche lei giustificata per le opere quando accolse gli inviati e li fece ripartire per un’altra strada? 26 Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.
- Anche in questa sezione, Giacomo risponde all’insensato, a colui che si vanta della sola fede ma non pratica la Parola di Dio, Matteo 7:21-22. L’insegnamento della Scrittura è quello che i credenti realizzano la salvezza per fede in Cristo Gesù, divenendo nuove creature e che adempiono la Parola di Dio la quale ci rivela la volontà di colui che ci ha resi una nuova creatura. E’ un ritorno al piano divino di Dio, quello di creare l’uomo affinchè potesse vivere secondo la volontà di Dio. Ma l’uomo e la donna peccarono facendo di testa loro disobbedendo alla volontà di Dio. Allo stesso modo oggi come credenti vogliamo esaminarci per vedere se la nostra fede è una fede operante nel compiere la volontà di Dio.
RELATORE Bruno Graziano.
NOTA: Ho ritenuto importante specificare il nome del relatore degli studi riportati in questa dispensa, non per avere un riconoscimento o una gratificazione personale, ma solo perché mi assumo la piena responsabilità di quello che ho scritto. Solo a Dio vada la Gloria in eterno.

