LA CHIAMATA PER MEZZO DELLA “PAROLA E RIGENERAZIONE”
Marco 16:15 Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo a ogni creatura.
- LA PAROLA PREDICATA: La chiamata di Dio alla salvezza si verifica mediante il ministero della Parola e dello Spirito Santo, ed è l’unione di queste due verità che rende efficace la chiamata di Dio verso l’uomo.
I Corinzi 1:23-24 Paolo scrive ai Corinzi “Noi predichiamo Cristo crocifisso, per quelli i quali sono chiamati, Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio”. E’ mediante la parola, centrata in Cristo e sulla croce, che le persone si accostano alla salvezza. Pietro dichiara “ siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, mediante la parola di Dio vivente e permanente. Questa e la parola della Buona Novella che vi è stata annunziata I Pietro 1:23-25.
Mediante la predicazione della parola Dio vuole chiamare le persone dalle tenebre alla sua luce, chiamarle alla comunione con Cristo ed alla gloria eterna. Prima di tutto la predicazione della Parola deve essere udita. Romani 10:14 E come crederanno in colui del quale non hanno udito parlare? Il credente individualmente e la chiesa collettivamente ha il dovere e l’onore di predicare la Parola di Dio, questo è il suo mandato.
Gesù stesso iniziò il suo ministero con la proclamazione del Vangelo Marco 1:14 Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando l’evangelo di Dio”. Allo stesso modo anche la Chiesa da poco costituita dai discepoli e gli apostoli dopo essere stati ripieni dello Spirito Santo a Pentecoste, per mezzo di Pietro venne annunciato il Vangelo a tutte le genti che erano saliti per la festività Atti 2:14;2:22.
E’ Dio che ha stabilito fin dal principio che la chiamata alla salvezza avvenga per mezzo della predicazione della parola e dell’ascolto da parte del peccatore. Oggi come chiesa abbiamo questa sfida, predicare il Vangelo in una società dove apparentemente non vuole ascoltare. Cercare con l’aiuto e la guida dello Spirito Santo il metodo per evangelizzare senza escludere la cosa fondamentale cioè la Parola del Vangelo.
La predicazione genuina ed efficace del Vangelo non deve essere sostituita con altre soluzioni umane, le quali possono intrattenere o coinvolgere l’uditorio, ma non potranno portare la rigenerazione o il perdono frutto esclusivo dell’unione tra Parola e Spirito Santo. Come la Bibbia ci insegna noi non vogliamo ricercare le “novità”, ma come la chiesa primitiva vogliamo ricercare la potenza dello Spirito Santo e la presenza di Dio che accompagna la predicazione del Vangelo con segni e prodigi. Marco 16:20;
L’Evangelo deve essere predicato. Romani 10:14 E come udranno, se non v’è chi predichi? Chi deve predicare il Vangelo? Colui che predica il Vangelo è il credente, cioè colui che ha fatto l’esperienza della rigenerazione per mezzo della fede in Cristo Gesù. Tutti i credenti sono testimoni della salvezza e quindi chiamati alla predicazione del vangelo. Questo mandata non è solo del Pastore o di un gruppo di credenti, ma è il dovere di ogni singolo credente Giovanni 20:21; Atti 21:8; Atti 8:4.
La predicazione della Parola deve essere accompagnata dallo Spirito Santo I Pietro 1:12;I Tessalonicesi 1:5. Senza l’azione dello Spirito Santo il messaggio più allettante non ha alcun valore nel garantire la salvezza. Lui è il vero agente divino che compunge i cuori. Come credenti testimoni di Cristo abbiamo il dovere di predicare il vangelo per mezzo della potenza dello Spirito Santo, quindi siamo chiamati a ricercare la pienezza.
Gesù stesso prima del suo ministero terreno fu unto dallo Spirito Santo Luca 3:22; 4:1; 4:14; 4:18; Isaia 61:1. La proclamazione del Vangelo da parte di Cristo fu accompagnata dalla potenza e la guida dello Spirito Santo. Dopo la sua morte e resurrezione, Gesù annunciò ai suoi discepoli di predicare il ravvedimento per il perdono dei peccati Luca 24:47, tuttavia ordinò loro Luca 24:49 di rimanere in città per essere rivestiti di potenza dall’alto. Come chiesa del Signore, vogliamo ricercare la pienezza dello Spirito Santo l’unica e vera sapienza e potenza che viene dall’alto.
Questo è l’insegnamento che troviamo nella Bibbia, Gesù fu unto dello Spirito Santo e la chiesa in Atti 2:4; 9:17; 9:20. La predicazione deve essere accompagnata dallo Spirito Santo per essere efficace. Alla luce di quanto abbiamo esaminato attraverso le Scritture, possiamo affermare che la predicazione del Vangelo è la Chiamata di Dio rivolta all’intera umanità. Il credente e la chiesa hanno questo compito e dovere da parte di Dio di annunciare le Parola per mezzo dell’unzione dello Spirito Santo Efesini 2:1.
- LA RISPOSTA DELLA FEDE:
La risposta alla chiamata di Dio che produce la salvezza è la fede. Di conseguenza si può parlare di fede salvifica, in quanto senza questa fede e indipendentemente da ciò che Dio ha fatto, non può esservi salvezza. La fede nasce dalla combinazione della Parola e dello Spirito Santo. Dopo aver dichiarato il suo messaggio e la sua predicazione furono accompagnati dalla dimostrazione di Spirito, I Corinzi 2:4-5.
La fede, dunque è il risultato della Parola proclamata nella potenza dello Spirito Santo. Dio raggiunge l’uomo e gli offre una redenzione già compiuta in Gesù Cristo. L’uomo deve scegliere di accettare ciò che Dio ha fatto e questa accettazione è la sua risposta di fede.
La grazia di Dio (il suo proposito misericordioso) è la fonte, mentre la fede è lo strumento umano. Come leggiamo nell’epistola agli Efesini 2:8-9 in Filippesi 1:29, la salvezza ha origine dalla grazia: è il dono di Dio e si riceve mediante la fede, dunque è la grazia la realtà principale. Precisiamo che avere fede in Dio per ricevere la salvezza non è una costrinzione, o un salto nel buio dove non sappiamo a cosa andiamo incontro, al contrario la fede è quella certezza interiore e quella convinzione che derivano dalla presenza e dall’azione di Dio. L’uomo è pienamente cosciente e coinvolto dall’azione della fede.
- LA NATURA DELLA FEDE:
Si potrebbe dire che la fede contiene tre elementi: conoscenza, assenso e fiducia. Esamineremo questi tre elementi separatamente.
- CONOSCENZA:
La fede inizia con la comprensione dell’opera di redenzione di Dio in Gesù Cristo. Si tratta prima di tutto di ascoltare e capire il Vangelo, e poi di credere. Come spiegò Paolo “la fede viene dall’udire e l’udire si ha per mezzo della Parola di Cristo” Romani 10:17. Perché nasca la fede “la Parola di Cristo” deve essere proclamata, udita e compresa.
Questo principio è illustrato molto bene nel sermone di Pietro nel giorno della Pentecoste Atti 2:22-36. Il messaggio fu essenzialmente informativo, infatti Pietro parlò per mezzo della potenza dello Spirito Santo di Gesù Cristo, della sua vita, della sua morte e della sua resurrezione. Pietro iniziò dicendo: “uomini israeliti, udite queste parole”. Dovevano udire, cioè dovevano conoscere Gesù Cristo per arrivare alla fede e alla salvezza. La fede viene dall’udire, cioè nasce sentendo parlare di Cristo.
La fede in Cristo non è cieca, anzi una fede cieca non è vera fede. La fede inizia quando si comprende ciò che Dio ha fatto in Gesù Cristo. Il velo viene rimosso e la fede spinge l’uomo sulla via della salvezza. Occorre precisare una verità molto importante che la conoscenza, da sola, senza la decisione e l’assenso interiore al messaggio ricevuto non basta per ricevere la salvezza. Una persona può essere informata riguardo alle cose di Dio, compresa l’opera di redenzione in Cristo, ma essere ugualmente lontana da Dio. Giacomo scrive in Giacomo 2:19, anche i demoni lo credono e tremano, quindi alla conoscenza deve arrivare la fede la decisione di credere alla parola predicata.
- ASSENSO
La fede continua con l’assenso alla Parola del Vangelo. Non si tratta soltanto di comprendere il messaggio, ma anche di riconoscerlo. Avere fede significa dire di si a ciò che viene proclamato dalla Parola di Dio. Dare l’assenso significa riconoscere la vertà del vangelo e della necessità dell’opera salvifica di Cristo. L’assenso rappresenta una crescente realizzazione del fatto che il Vangelo diventa una vera convinzione personale. Si tratta di credere alla divina offerta di salvezza in Gesù Cristo.
E’ importante precisare, che l’assenso non deve essere inteso come all’accettazione di dottrine o in un cambio di religione. Tutt’altro l’assenso deve essere nella persona di Cristo e in quello che ha realizzato sulla croce per noi, poi viene la conoscenza delle dottrine della Parola.
- FIDUCIA:
La fede, infine, è fiducia. La fede inizia con la conoscenza, si concretizza con l’assenso e si completa con la fiducia, che è l’elemento fondamentale e finale della fede salvifica. Avere fede significa confidare totalmente in Dio e nella promessa annunciata dal Vangelo e nella misericordia in Cristo Gesù. La fede ode la parola del Vangelo e crede, dunque la fede è la ricezione della verità di Dio. Atti 2:41; I Corinzi 15:1-2.
La vera fede è nel Figlio di Dio, in una relazione personale Efesini 1:3; Romani 6:11; Romani 8:1; II Corinzi 5:17; Efesini 2:13. Questi versetti sottolineano il fatto che l’essenza della fede è essere in Cristo. Essere in Cristo denota inoltre una relazione stretta e significa essere una sola cosa con lui, e concentrare in lui la nostra vita. Si tratta di una unione che porta forza e rinnovamento. Il risultato non è una perdita e nemmeno un cambio di personalità, ma è un vero compimento in Cristo Gesù. Proprio come avviene nel matrimonio cristiano Genesi 2:24.
La fede è la nostra unione con Cristo, e quella di Cristo con noi. Le due cose sono inseparabili. Una delle immagini più note del Nuovo Testamento è quella di Cristo che è la vite e dei credenti che sono i tralci Giovanni 15:5. I tralci sono inseparabilmente uniti alla vite e la vite ai tralci. Un’altra immagine contenuta nel Nuovo Testamento è quella del capo e del Corpo Efesini 4:12-15, cioè Cristo è il capo e i credenti sono il corpo. Le due parti sono totalmente unite e funzionano con una sola cosa.
L’apice della fede è l’unione con Cristo e con la sua Parola. La risposta alla chiamata di Dio ha come effetto che il credente è in Cristo e Cristo è nel credente. Questo è il significato della fede nella sua dimensione più completa.
- RAVVEDIMENTO:
Il ravvedimento biblico è definito il vero dolore per il peccato, con lo sforzo sincero di abbandonarlo. La convinzione della colpa, prodotta dall’opera dello Spirito Santo, il quale applica al cuore la Parola di Dio, può voler dire essere tanto dispiaciuti da abbandonare il peccato. Mt 4:17 Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino». At 2:38 E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. At 3:19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati.
NOTA: Attraverso un esempio comprenderemo meglio quello che la Parola intende dire per Ravvedimento.
- Un viaggiatore apprende di trovarsi su un treno che non va nella località alla quale egli è diretto: questa conoscenza corrisponde all’elemento intellettuale, per il quale l’individuo realizza la propria condizione di peccato attraverso la convinzione del peccato che avviene per mezzo della Parola, facendoci comprendere che non siamo in regola con Dio.
- Il viaggiatore è preoccupato di questa scoperta; è addolorato e spaventato. Questo illustra la conseguenza interiore del ravvedimento nell’uomo peccatore, esso diventa un’autoaccusa ed un sincero dolore per aver offeso Dio.
- Il viaggiatore lascia il treno alla prima opportunità e prende il treno giusto. Questo illustra il lato pratico del ravvedimento, il quale implica un completo cambio di direzione e l’inizio di un viaggio nella direzione giusta voluta da Dio. Una parola greca usata per indicare il ravvedimento significa, letteralmente, un cambiamento di mente o cambiamento di scopo. Il peccatore convinto si propone di lasciare la via del peccato e di voltarsi verso Dio.
Il ravvedimento onora la Parola di Dio, nella contrizione e cordoglio per aver peccato verso il Signore, segue la confessione del peccato che per mezzo della fede nel sacrificio di Cristo viene completamente perdonato. Ef 2:1 Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, Ef 2:5 anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), Col 2:13 Voi, che eravate morti nei peccati e nella incirconcisione della vostra carne, voi, dico, Dio ha vivificati con lui, perdonandoci tutti i nostri peccati; 1P 2:24 egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti. Ap 1:5 e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra.
A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue,
- CONVERSIONE:
Nel suo significato più semplice, la conversione è un volgersi dal peccato a Dio Atti 3:19. Il termine è usato per denotare tanto il critico periodo nel quale il peccatore ritorna, dalle sue vie di peccato, al sentiero di giustizia, quanto al ravvedimento da qualche particolare trasgressione, commessa da coloro che sono già avviati sul sentiero della giustizia Matteo 18:13; Giacomo 5:19-20.
La conversione è strettamente connessa al ravvedimento e alla fede; indicando l’azione interiore del peccatore che si volge dal peccato a Dio. Atti 3:19; I Pietro 2:25. La conversione vuol dire lasciare le cose che prima che ci inducevano al peccato e rivolgerci alle cose nuove espresse dalla volontà di Dio per mezzo della sua Parola e la forza interiore che ci viene dallo Spirito Santo.
RELATORE Bruno Graziano.
NOTA: Ho ritenuto importante specificare il nome del relatore degli studi riportati in questa dispensa, non per avere un riconoscimento o una gratificazione personale, ma solo perché mi assumo la piena responsabilità di quello che ho scritto. Solo a Dio vada la Gloria in eterno.
- LA RIGENERAZIONE: La fede nella Parola predicata per mezzo della potenza dall’alto produce nel cuore dell’uomo la rigenerazione, che riguarda in modo particolare il cambiamento interiore cioè del cuore e dei sentimenti.
Il termine rigenerazione significa nuova generazione o rinascita; dunque significa nascere di nuovo Giovanni 3:7; I Pietro 1:23; Tito 3:5. E’ evidente che si tratta di una rinascita spirituale e non fisica. Lo stesso Gesù fece una netta separazione, quello che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è spirito Giovanni 3:6. Mediante lo Spirito Santo si verifica quella rinascita spirituale. La nuova nascita quindi non è facoltativa per essere salvati ma è necessaria. Bisogna che nasciate di nuovo affermò Gesù.
Senza Cristo l’uomo vive nel peccato e nelle tenebre della mente Romani 1:21-32, quindi spiritualmente morto Efesini 2:1-2. L’unica via per la Salvezza è la rigenerazione per mezzo dello Spirito Santo, che entra in azione nel cuore dell’uomo ed in tutto il suo interiore nel momento in cui si realizza per mezzo della fede il perdono dei peccati in Cristo Gesù. Oggi come credenti e come chiesa siamo chiamati in prima persone a predicare la salvezza ad un mondo che desidera un cambiamento, che vuole realizzare qualcosa di concreto di certo, che possa cambiare le vite, e questo può avvenire per mezzo della predicazione del Vangelo.
La rigenerazione avviene per due processi, la Parola e lo Spirito Santo. La Parola è il seme e lo Spirito Santo è l’acqua che la rende reale nel cuore di colui che crede. Il cuore dell’uomo viene paragonato ad un terreno Marco 4:3-9, quando il seme cade nel terreno buono porta il frutto della rigenerazione.
Il processo della rigenerazione riguarda il cuore, la mente e la volontà della persona. E’ necessario quindi un vero e proprio ravvedimento e piena convinzione di essere dei peccatori perduti. Perché tutto ciò si verifichi deve esserci una piena convinzione personale riguardo alla condizione di peccatore. Questa convinzione proviene dallo Spirito Santo che ingenera un profondo senso di colpa dinanzi a Dio. Dopo la predicazione di Pietro la scrittura dice che furono compunti nel loro cuore, e la risposta a questa convinzione fu “Fratelli cosa dobbiamo fare per essere salvati?”
La convinzione di essere peccatori avviene nel proprio cuore “compunti nel cuore”, come il peccato ha indurito il cuore dell’uomo, così la parola e lo Spirito Santo agiscono nel cuore dell’uomo Proverbi 4:23; Luca 6:45; Luca 22:62; Isaia 64:6; Romani 10:10. Quando evangelizziamo vogliamo sottometterci alla guida dello Spirito Santo per arrivare non solo alle menti delle persone ma principalmente al loro cuore, il vangelo di Dio deve compungere i cuori.
La convinzione di essere peccatori è seguita dal ravvedimento, cioè un reale pentimento seguito da un cambiamento di vita. Il Vangelo mette in luce i nostri peccati, ma allo stesso tempo ci elargisce l’amore e la misericordia di Dio in Cristo Gesù Romani 6:23 perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.
Solo con la venuta di Cristo attraverso la morte sulla croce e per mezzo della sua resurrezione oggi è possibile realizzare il vero ravvedimento e perdono dei peccati. Nel Nuovo Testamento queste due verità sono strettamente collegate tra di loro. In Luca leggiamo “nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remissione dei peccati a tutte le genti”. Nel suo nome significa che per mezzo di Cristo e di ciò che Egli ha compiuto, si possono verificare ravvedimento e remissione dei peccati. Indipendentemente da quanto siano gravi i nostri peccati, per mezzo di Cristo, Dio concede il perdono a tutti quelli che si ravvedono davvero.
Un vero ravvedimento ci porta inevitabilmente ad una conversione della nostra vita interiore ed esteriore. Conversione vuol dire cambiare direzione, volgersi verso il Signore e verso la sua volontà. La conversione ci porta ad allontanarci dal peccato e da tutto ciò che offende in Signore. Quindi comporta una rottura radicale con il passato, ossia con lo stile di vita, le abitudini e gli atteggiamenti passati.
Con la rigenerazione, la persona diventa una nuova creatura non più accecata dal peccato, ma vivificata dalla potenza dello Spirito Santo che la rende una nuova creatura Spirituale, cioè in comunione con Cristo II Corinzi 5:17. La persona fisicamente rimane la stessa ma interiormente cioè spiritualmente tutto diventa nuovo, cioè il passato contaminato dal peccato viene cancellato, ed insieme ad esso anche le vecchie abitudini diventano nuove cioè conformi alla volontà di Dio.
La rigenerazione riguarda prima di tutto il centro dell’essere umano cioè il suo cuore/spirito. Ezechiele profetizza “vi darò un cuore nuovo, e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dalla vostra carne il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne Ezechiele 36:26. Dio vuole cambiare il nostro cuore prima di ogni cosa.
La rigenerazione implica anche una mente rinnovata ed una volontà incline a servire il Signore e non più la nostra natura peccaminosa Efesini 4:22-23; I Corinzi 2:16. I nostri pensieri per mezzo della guida dello Spirito Santo devono essere volti alla comunione con Dio e conformi alla sua volontà.
In ultimo vogliamo considerare una verità importante la “natura umana” o anche detta “carne/corpo”. La rigenerazione non annulla del tutto la nostra natura umana tendente al peccato, ma la sottomette alla volontà di Dio, rendendoci simili a Cristo. Fino a che rivestiremo questo corpo corruttibile saremo soggetti ad una lotta interiore che personalmente ed individualmente, siamo chiamati a combattere per mezzo dello Spirito Santo. Romani 6:12-13; 8:12-14; I Corinzi 6:17-20; I Corinzi 9:27; II Corinzi 5:10; Galati 5:13-26; II Timoteo 2:22.
La scrittura ci insegna che il credente può vivere una vita ripiena e guidata dallo Spirito Santo e quindi portare i frutti dello Spirito o vivere una vita carnale portando dei frutti carnali. “Camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne” Questo vuol dire che si può anche scegliere di camminare secondo i desideri della carne. II Timoteo 4:10; I Corinzi 3:1; Atti 5.
Il pericolo di vivere un cristianesimo carnale ed umano è reale. Questa posizione è molto pericolosa, perché rende il credente un bambino spirituale, che non cresce, non realizza la Parola di Dio, che non progredisce, non costruisce per il Regno di Dio ma si da per le cose terrene ed umane, tende a soddisfare i propri bisogni ed istinti prettamente umani. Gli effetti di questa posizione è l’infelicità, la tristezza, la mancanza di obbiettivi spirituali, che pian piano si concluderà con un allontanamento totale dal Signore ed in alcuni casi la perdita della Salvezza.
Come credenti nati di nuovo vogliamo ogni giorno esaminarci alla luce della Parola per vedere se la nostra natura umana ha preso il sopravvento il qualche parte della nostra vita e soprattutto vogliamo ricercare la comunione e la guida dello Spirito Santo per mezzo del quale camminiamo secondo lo Spirito e non adempiremo affatto i desideri della carne.

